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L'utopia è viva, viva l'utopia!

di Marco Posani su Smemoranda 1992 - Sogno e utopia

Il bisogno che gli uomini hanno di credere in una società più giusta rinasce ad ogni generazione. 
Wolf Biermann
A chi mi viene a parlare di Utopia nel 1992 do del bugiardo, a chi non lo fa dello stronzo. 
L'Utopia è una bellissima donna con cui si sogna di fare l'amore, ma che è meglio non tentare di abbracciare se non si vuole essere sorpresi a pomiciare con il piumone Bassetti. 
L'idea è una cosa bella finchè rimane idea. L'idea di Dio, ad esempio, non è male: un essere onnipotente, onnipresente, onnisciente... perchè rovinarla pensando che nella realtà ha la voce di Wojtyla? 
Io vivo convinto che l'Italia può costruire una società giusta. 
Come? Non mi interessa, mica posso farmi venire il fegato grosso così per niente. Una volta era più facile. 
C'era la parola magica: rivoluzione. Ma adesso?
E poi, diciamolo una volta per tutte, un po' si faceva finta. Mi ricordo il mio primo corteo, quando non avevo ancora i peli sul petto (adesso ne ho tre), giravo tra i cordoni guardando gli studenti militanti.
Questi sono quelli che faranno la rivoluzione.
Ma per favore.
Probabilmente sbagliavo, ma avevo la netta sensazione che almeno uno su due avesse la faccia da pirla.
Difficilmente le persone ispirano fiducia, le idee invece sì, non ti schiacciano il piede sul tram, non ti fermano per l'intervista e non ti chiedono in prestito la macchina. La militanza È bella nel sogno, dove può succedere di tutto: c'è da convincere Romiti che la teoria della qualità totale non regge? Si prende la macchina del tempo, lo si porta a quando aveva sedici anni e poi lo si fa assumere in Fiat, alla catena di montaggio.
Dopo, magari (visto che il soggetto è un po' banale), si può vivacizzare la storia procurandogli un involontario incesto con la madre da cui nasce un essere abominevole che agli occhi di un terrestre può sembrare un alieno, ma in realtà è Luca di Montezemolo. Romiti ammazza tutta la famiglia e dal passato torna al presente proponendosi come il Lech Walesa italiano. 
E' molto più divertente. E, andando avanti così, per il problema degli extracomunitari si potrebbe inventare un misto di magia e orrore. 
Tutti i pulitori di finestrini del Paese toccando i semafori si accorgono che tre luci non regolano il traffico, ma formano l'amuleto che risolve i tre desideri. Contemporaneamente tutti gli accendini Bic del mondo si trasformano in umanoidi che si ribellano e, per una sorta di legge del contrappasso, bruciano il culo a chi non li vuole acquistare.
Questi pensieri mi fanno veramente godere. Per la segreteria DC organizzerei il classico mistero della camera chiusa, dove le vittime (Gava, Forlani, Andreotti, ecc...) vengono trovate in una camera priva di aperture e sbarrata all'interno. La polizia scoprirà che l'assassino è un eunuco arrivato da una civiltà nascosta della Valtellina che li ha puniti per il furto di un oggetto rituale (un gatto che suona la tromba), l'unico furto che non avevano mai commesso.
Successo questo possiamo finalmente andare a comporre il governo con chi ha davvero qualcosa da dire: Paperino primo ministro, Tex ministro della giustizia e Indiana Jones ai beni culturali.
A capo della CIA andrà John Belushi, che, resuscitato a furor di popolo, ci dirà tutto sull'assassinio di Kennedy, Pinochet e il caso Gladio. 
Che bello!
L'Utopia è viva, viva l'Utopia!

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