I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi e a renderli il più possibile efficienti e semplici da utilizzare. Utilizzando tali servizi e navigando i nostri siti, accetti implicitamente il nostro utilizzo dei cookie. Per maggiori informazioni sui dati registrati dai cookie, si prega di consultare la nostra Cookie Policy.

Accetto

oggi voglio

Ogni sogno è un film

di Maurizio Porro su Smemoranda 1992 - Sogno e utopia

I sogni son desideri, cantava Cenerentola, anzi Cinderella, nel classico di Disney, 1950. Troppo facile come inizio? 
Ma è per dire che il cinema è tutto e sempre un gran sogno: a volte in bianco e nero (che sono poi i veri colori), a volte in technicolor, a volte in cinemascope o in Cinerama, a volte piccolo piccolo, sul video del tinello. Ma sempre di sogno si tratta.
Anche il grande Kurosawa, 80 anni passati, ha intitolato così il suo penultimo film, e ogni riferimento non era certo casuale.
Quali sono i migliori sognatori? 
Il primo della classe è Fellini Federico, nato a Rimini, da 40 anni affabulatore delle nostre fantasie, gran navigatore nelle nebbie della memoria, principe mai superato degli otto e mezzi e dell'amarcord.
Sogna con qualità anche Stanley Kubrik, americano naturalizzato inglese, che ci ha portato con sè nell'odissea nello spazio e ci ha condotto nel mirabile flash back di Barry Lindon. E gli esempi non finiscono mai.
I grandi registi sono tutti grandi sognatori, perchè la mediazione della macchina da presa irretisce l'emotività dello spettatore e fa perdere spesso alla realtà la sua verità. Si dice neo realismo, ma si potrebbe dire anche neo irrealismo: quello che suona vero nella vita, suona falso al cinema; e viceversa.
Sono belli i sogni, magari quelli sublimi e romantici che facevano sospirare le dive e divine nei femministi anni '40 ( da Via col vento, che è del '39, alle grandi passioni di Katharine Hepburn, Bette Davis, Joan Crawford...), ma sul grande schermo sono molto belli anche gli incubi. Un tipo di cinema ha edificato la sua fortuna sulla paura, e la parola incubo ricorre spesso in titoli fortunati al botteghino.
La serie Nightmare, appunto, per esempio, che è giunta al sesto capitolo e continua, dove le nefandezze si compiono protette nel sonno.
E poi, pensateci ogni sera prima di chiudere la luce, ogni sogno è un film, dove viviamo avulsi dalle regole della logica, dalle, coordinate dello spazio e del tempo, come si addice, appunto, al miglior cinema. C'è chi ama raccontare per bene i propri sogni, catalogarli, dar loro un titolo, e magari spedire anche un messaggio; e c'è invece chi si tiene nella nebulosa, chi lavora di metafora, chi vuole restare nascosto ai più, e fra questi di sicuro Alain Resnais (Hiroshima mon amour, L'anno scorso a Marienbad) è la maglia rosa del gruppo.
Quanti sono i film che abbiamo amato e che parlano dei sogni? A cominciare dai Sogni proibiti di Danny Kaye, che è un cult, fino a quelli mostruosamente proibiti di Paolo Villaggio in Fantozzi, sarebbero infiniti, e destinati a continuare nel futuro, imminenti su questi schermi. 
Del resto, scegliere di andare al cinema è come dire: lasciateci sognare, primo comandamento del tempo libero dell'umanità. Poi ciascuno si sceglie i suoi generi, il suo stile, il suo look preferito, per capire meglio se stesso e gli altri.
E' fin troppo semplice ricordarlo, ma la psicanalisi fa appuntare, ricordare e raccontare i sogni (il film Freud di Huston non vi dice nulla?); la memoria del cinema, che ormai ha quasi cent'anni, sta proprio lì, catalogata nel nostro subconscio, pronta a essere richiamata in servizio da un proiettore che si illumina o, se giochiamo in economia, da una videocassetta che viene azionata e che ci propone 120 minuti di fantasia in WHS, uno scopo semplice, che scorre e va come un treno nella notte, tanto per ricordare una bella immagine di san Truffaut, che è il santo del cinema.

Advertisement