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oggi voglio

Essere o avere?

di Walter Fontana su Smemoranda 1992 - Sogno e utopia

Molti ragazzi sognano di entrare in pubblicità. Molti pubblicitari sognano di uscirne. 
Grazie alla crisi del settore, dell'economia, della società in genere e di questa regione dell'universo visibile, molti pubblicitari saranno presto esauditi mediante una forte pedata nel culo da parte dei loro superiori, mentre molti ragazzi si trasformeranno di colpo da neocreativi a caccia di agenzie trendy in prepensionati a caccia di minestra calda.
Comunque anche nelle grandi multinazionali della pubblicità non è tramontata la stagione degli ideali. Ad esempio.
Ambiente: ufficio. Un giovane manager che però è anche un creativo che però è anche un manager, si slaccia la cravatta, balza sulla scrivania e grida: "Non è ancora morta l'utopia! Anch'io, ancora oggi, sogno! 
Sì, sogno un mondo dove il mio reddito oscilla tra 350 e 400 milioni netti annui, un mondo dove non ho una Volvo, ma la Volvo, proprio l'azienda Volvo con tutte le auto, gli stabilimenti e le maestranze, un mondo dove ho una moglie molto più figa della Paola, una villa al mare con la camera iperbarica, e ogni giorno la Borsa mi regala dei soldi, ma non solo io, ecco dove la mia utopia diventa universale, tutti! 
Tutti, ogni giorno mi devono regalare dei soldi! Viva l'aliquota fiscale del 55%, viva i rapporti orali!"
Viene accompagnato alla Neuro, e nella stanza imbottita da cui uscirà solo per assumere la carica di vicepresidente, va a trovarlo un altro manager, più anziano e più importante, che gli dice: "Corelli, lei mi piace. Mi piace perchè a parte quella storia dei rapporti orali su cui metto un punto di domanda perchè fuori strategia, lei è dalla parte giusta. Lei è nei tempi.
Time is on your side, per parafrasare il grande Mick Jagger che tra l'altro è un mio coetaneo. Lei è un esempio perfetto di idealista concreto, se mi passa l'ossimoro. Lei sogna di avere. Con tutta questa manfrina che va di moda oggi in pubblicità, che bisogna essere bisogna essere bisogna essere, lei ha ben chiaro che il nostro messaggio quanto più dice 'dovete essere' tanto più dice 'dovete avere'.
Tra l'altro conviene. Le esemplifico uno scenario, la metto di fronte a queste due opzioni: a) avere coglioni b) essere coglioni. Spassionatamente, lei sceglierebbe di essere?"

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