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Tanti modi per dire ti amo

di Enzo Gentile su Smemoranda 1991 - Le Americhe

Premessa.

Sono passati solo cinquecento anni, più o meno, e già ci siamo fatti un mazzo così, con gli americani. E naturalmente non è mica finita. 

Oltretutto, come se non fossero già abbastanza, ci sono tutti quelli che da americani se la tirano, per i più svariati motivi, da Mike Buongiorno a Heather Parisi, da Jovanotti a Dan Peterson: i quali, poi, irrimediabilmente, se ne restano qui. E se ancora non bastassero ecco gli yuppies d'importazione, gli "hamburgofili", quelli che il football americano è il massimo o Tom Cruise è un genio. 
Lasciamoli nel loro brodo e immaginiamoceli come chincaglieria di stagione, saldi irreversibili. Fosse tutta qui l'America non avrebbe certo popolato i nostri sogni, più simile a un vuoto a perdere che non a un mito.
Invece c'è la musica, e così ci hanno fregato. Tutto quello che è successo dalle radici del rock'n'roll a oggi, facciamo una quarantina d'anni, lo hanno inventato da quelle parti. Spiace dirlo, ma in molti siamo innamorati pazzi di quella musica che circola negli Stati Uniti: spiegare perché, bla bla bla, fin troppo facile. Certi, però, di essere in buona compagnia.
Primo comandamento: onora il padre (il rock) e la madre (l'America) Più che al cinquecentesimo anniversario, mi intriga pensare alla festa di compleanno per il millesimo. Mica per altro, ma perché solo allora, forse, gli americani avranno finito di menarci il torrone con la questione della loro cultura ancora troppo giovane, di un paese senza storia e senza retroterra. E spero anzi che per quell'edizione, che magari non vedremo, delle Colombiani, in onore a Cristoforo, nel pieghevole di presentazione e commemorazione finiscano per inserire il pensiero e il ricordo di alcuni nostri connazionali, che oggi, di questi tempi, sull'american music si sono espressi.
- "Tina Turner mi piace: non fa un agrinza" (Wanna Marchi) - "Bob Dylan mi fa impazzire: un artista molto dotato, un uomo coi fiocchi " (Aldo Busi) - "Prince l'ho conosciuto l'anno scorso, una persona squisita, me lo mangerei. E poi siamo così simili, piccini piccini, ma tanto grandi dentro " (Maria Giovanna Elmi) "Chicago dei miei stivali" (Vittorio Sgarbi) - "Stenie Wonder? Un negro! Elvis Presley? Un terrone! Puah..." (Convegno preelettorale della Lega Lombarda) - "Mi sono sempre ispirato al lavoro dei Talking Heads, David Byrne è un genio. Mi sento orgoglioso quando lo incontro nei festival internazionale e so di poterlo chiamare collega " (Pupo) - "A Beethoven e Sinatra preferisco l'insalata, ai Santana l'uva passa che mi dà più calorie" (Franco Battiato) "Amo Lou Reed: più ne butto giù, più mi tira su. " (Vasco Rossi) - "Madonna, che palle!" (Loredana Bertè) - "La vita è già tanto amara, meno male che c'è ancora in giro un po' di soul e rhythm and blues" (Zucchero) - "Zappa e buoi dei paesi tuoi" (Mino Reitano) "Ray Charles è stato davvero il mio tigre nel motore. Io e The genius abbiamo la stessa sensibilità artistica: e poi anche a lui piace la pasta con le sarde" (Toto Cutugno) - "Briuce Springsteen? Mi fa un baffo..." (Maurizio Costanzo) (Su Michael Jackson e sulla sua famiglia) "Come sono bravi...E poi quanti sono!!!" (Rosanna Fratello) "Mangiato troppo? Dopo i pasti un po' di Tom Waits. Digestiamola! (Nicola Arigliano)
- Post scriptum - Nella libertà d'opinione vale tutto e sappiamo di nazionalisti a oltranza che vorrebbero difenderci dall'invasione della musica americana. Ma non sono loro i peggiori, cari signori, tutti abbiamo degli scheletri nell'armadio. 
Pensiamo a casa nostra, a Pooh, a Elio e le Storie Tese, per esempio: così, giusto per togliere la trave che sta nel nostro occhio, e non solo la pagliuzza da quello altrui...

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