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Batman, la fatica del mito

di Fulvia Serra su Smemoranda 1991 - Le Americhe

California anni '80. 
E' in grande vogue il body building, ometti di modeste proporzioni quasi dei nani armonici - rubo la definizione a Daniele Panebarco che con accento e arguzia romagnoli si auto descrive così - con spallucce spioventi da colli e testine non proprio taurini d'improvviso si allargano, si alzano, si dilatano in pettorali bi tri e quadricipiti deltoidi gommosi e guizzanti. Quasi gonfiabili umani.
Assumono pose da gladiatore greco (in America c'è grande confusione di nozioni sull'antichità, non è affare loro), si fermano, alzano braccia a simulare appigli, le fanno scendere lentamente verso il petto (petto, due sode fiorentine rivestite di pelle lucida e tesa) e intanto tutti quei muscoli protesi e allungati si accartocciano mutilando in pieghe larghe e stagne.
Un passo in avanti e il ginocchietto da ometto di modeste proporzioni che essendo di natura ossea resta ginocchietto soverchiato da un'abbondante massa di muscoli in erezione sparisce nelle volute a fatica arginate da tendini d'acciaio. Che stress essere Superman.
Ma che cosa c'entra tutto ciò con il titolo? E poi Superman non è Batman, Lapalisse insegna. C'entra, c'entra.
Avete presente Tim Burton? Spallucce che scendono spioventi da un collo e una testina non proprio taurini? D'improvviso "POF" ed è subito Batman. un mito gonfiabile. Questo il cinema. Il fumetto è tutta un'altra storia. Si invecchia ci si indebolisce, l'ironia si fa sarcasmo, i super poteri soffrono, lo spessore umano - pur nella caricata disumanità - cresce. 
Il discrimine fra Bene e Male è un fatto di occhiali, personale, a volte sfuocato a volte esaltato o impercettibile, di Batman, oggi. E cresce Batman diventa mito adulto letterario forte. 
E' Frank Miller, è il cavaliere oscuro, è aspro, è violento, è dolente, è cupo, è caustico, è giustiziere, è Male, è Bene, è morte, è vita, è vendetta, è passione. Senza sentimenti, senza patimenti, astratto e realistico. 
Eccessivo. Mitico.

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