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oggi voglio

Divi

di Maurizio Porro su Smemoranda 1991 - Le Americhe

"Cari amici, che mi ascoltate dall'Italia in piena notte, buonasera. 
Qui a Los Angeles è l'ora del tè che confina con quella del cocktail, e la maggior parte dei divi presenti per l'assegnazione degli Oscar del Duemila tiene buona la seconda. Il più grande premio di Hollywood, nato nel lontano 1928 per volontà di Chaplin e Louis B. Mayer, due grandi cacciatori di Lolite, sembra quest'anno ancor più grande.
Il vecchio Gorge Lucas, esperto di guerre stellari, ha decorato l'enorme anfiteatro dove si svolge la manifestazione con effetti laser: anche le poltrone su cui sedersi sono in realtà un miraggio ottico, ma la facoltà di autoipnosi cinematografica è sempre grande, e la presenza del laser in quella posizione potrà essere benefica.
Per il Duemila gli americani hanno fatto le cose in grande, in attesa di festeggiare il prossimo anno Stanley Kubrick che, nel '68, aveva realizzato un famoso film che si svolgeva proprio nel 2001: ecco, ci siamo quasi arrivati e il figlio di Ted Turner, magnate dell'impero dei mass media, il cui padre aveva colorato tutto quello che era possibile colorare, ha deciso di offrire quel famoso film di fantascienza in una versione in bianco e nero. Per rivalità edipiche col celebre genitore, che ha 5.266 cause in pendenza per aver leso il comune senso del colore, Ted Turner jr. ha deciso di decolorare tutto il patrimonio hollywoodiano in bianco e nero, in collaborazione del figlio ormai 13enne di Woody Allen, l'ex grande regista comico che da alcuni anni vive solo con Bergman, e le loro gentili ulcere, in un'isoletta sperduta di un arcipelago sperduto dove, ripetutamente invitato, Fellini ha detto: "Fossi matto ad andarci!".
Ma è ormai certo che per gli Oscar del 2000 i 24 figli adottivi della coppia Allen-Farrow hanno organizzato una marcia a Los Angeles e si esibiranno in un balletto ispirato alla produzione del genitore adottivo, e alla sua prigione di Manhattan.
Ma ecco il pubblico: arrivano insieme le figlie di Bette Davis e Joan Crawford, vestite da Crudelia Demon, mentre Lilion Gish, a 105 anni, sembra ancora una ragazza di 90, e la cara tremula Katherine Hepburn sorride appena uscita da un bagno gelido e radical-chic nel Maine.
Miglior film - stanno aprendo la busta Bing Crosby e Gene Kelly, o quello che resta di loro -è stato giudicato L'attimo fuggente n. 4 in cui Robin Williams, che passa 22 ore su 24 al trucco, interpreta uno dei ragazzi: l'azione si svolge proprio nel 1990 in Italia, ai tempi della così detta The panther.
A 12 anni il figlio di Steven Spielberg (umiliato e offeso dai premi Oscar per tutta la vita), ha deciso di vendicare l'onore della famiglia con una versione al femminile di Indiana Jones interpretata dalla figlia unisex di Prince.
Mickey Rourke junior, della cui esistenza nessuno a Hollywood era al corrente, ha sconvolto i giurati con un film sexy realizzato in live orgasm a solo 12 anni insieme alla nipotina di Kim Basinger, che ha appena soffiato su 9 candeline ma gioca già volentieri al dottore.
Per Tesori, mi si è ristretto l'ingegno Pedro Almodovar, il regista spagnolo che si è trasferito in America facendo ulteriore fortuna con una catena di negozi pret-à-porter in Florida, ha colpito nel segno e ha raccontato la sua storia, Franco e scandali compresi. Miglior attore è stato "nominato" il cugino di Al Pacino, per il Padrino V diretto dal figlio di Coppola e sceneggiato dal nipote di Puzo, venuto apposta con la cognata di Daniela Rocca da Canicattì.
Gli ha consegnato l'Oscar Giuseppe Tornatore ch esi trova in USA per girare una love story con il figlio di Michel Douglas e la baby sitter di papà Kirk. Melanine Weaver è stata giudicata la migliore attrice dell'anno (ma la madre Sigourney giura che si tratta di un lapsus: è la migliore del secolo) per un horror-musical in cui ballano all'unisono, come ai bei tempi di Busby Berkeley, gli spermatozoi neri di Eddie Murphy allevati e custoditi in gran segreto per timore di cause di plagio. 
E' il giovane Mattew Broderick che premia la Weaver, mentre Jack Nicholson, pagato 100 miliardi per vestirsi da scarafaggio e aggirarsi nel teatro per l'intera serata, si è tagliato le zampe con un acido che porta sempre con sé. 
I nipoti di John Houston hanno ritirato l'Oscar per gli effetti speciali: hanno finto che il grande regista di Giungla d'asfalto fosse ancora in vita, e tutta Hollywood, per una sera, davanti alla TV, ci ha creduto, perché attraverso il "crazy-screen" nella stessa sequenza possono comparire tutti i vostri antenati sorridenti fino alla quarta generazione, secondo un'intuizione di Gorge Lucas che ha permesso alla famiglia Fonda i radunarsi per la prima volta per lo corso Natale.
La donna delle pulizie di Debra Ginger ha ritirato il premio per il miglior "montaggio" di pettegolezzi, mentre lo psicanalista di William Hurt, col volto visibilmente tumefatto, ha portato i nastri delle sedute col suo celebre paziente, premiati per gli effetti "sonori". 
Per la regia ha vinto Roger Rabbit, il leggendario coniglio concretizzatosi qualche mese fa per merito di Shirley Mac Laine che, durante la sua ottava vita, in trance l'aveva visto appoggiato ad un albero a fare le parole incrociate.
La figlia misteriosa di Marylin Monroe, che sarà la star del mio prossimo Fantastico, ha vinto con la sua tenera canzone sulla famiglia Kennedy. Il pronipote di Fred Astaire, che continua a fare tip tap è stato spintonato giù proprio ora dal vicino di casa di Ginger Rogers.
Jack Valenti ha fatto proiettare Via col vento per spegnere le candeline di questa grande manifestazione che dall'anno prossimo si trasferirà nel Paradiso dell'est, a Berlino, capitale del consumismo. Ritorno al futuro?
Dal vostro Pippo Baudo junior i migliori saluti, e finalmente buonanotte".

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