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10 netti al 2000

di Gino&Michele su Smemoranda 1990 - L'arrivo del 2000

È iniziato il conto alla rovescia. Tra dieci anni avremo tutti dieci anni di più tranne la Smemoranda che se continua con tutti questi lifting ne avrà dieci di meno. Cioè ne avrà ventuno meno dieci: undici, l'età di oggi. Eppure sarà lo stesso il 2000 per tutti. E forse avremo Formigoni presidente della Repubblica e Giulio Andreotti, un giovane, presidente del Parlamento Europeo. E alcuni di noi, i più fortunati, riusciranno a scappare all'Est dove Achille Occhetto, Rino Formica e Sting si staranno battendo per costituire il primo Governo Europeo Socialecologista in esilio. Saranno anni bellissimi. Berremo il tè allo zenzero con Raissa e giocheremo a Trivial con suo marito. Faremo circolare per l'Europa clandestinamente una Smemoranda che parlerà male di Baglioni e di Celentano. Altan e Elle Kappa si sposeranno a Leningrado; Michele Serra, testimone alle nozze, regalerà loro un rolex comprato alla borsa nera in Svizzera e noi, con i nostri "raketa" li invidieremo moltissimo. Sergio Staino farà un film in costume: la vita di Yuri Gagarin, il primo cosmonauta della storia. Il protagonista sarà Paolo Hendel che ormai avrà perso tutti i capelli. La sua controfigura per le scene senza casco sarà David Riondino. Faremo circolare in Inghilterra una Smemoranda clandestina con una vignetta di Giuliano che ritrarrà la regina nuda. E vivremo tutti in comunità socialecologiste piene di ragazze spiritose intelligenti e belle e di uomini dolci e protettivi verso di loro. Faremo circolare in Germania una Smemoranda clandestina antinazista. E in Vaticano una Smemoranda per il ripristino della 194. E in Spagna una Smemoranda contro il Real Madrid. Martelli ci aiuterà a rare i pacchi e Craxi farà il corriere oltrecortina, rischiando la vita a ogni viaggio, per espiare. Arbore, se diventerà grande, sarà il direttore della nostra radio clandestina e trasmetterà sempre e solo Frank Zappa, Lucio Dalla scriverà mille canzoni come "Caruso" e Guccini insegnerà nelle dacie come si fa l'Albana. Faremo di tutto perché Giuliano Ferrara si ravveda, lo prenderemo con noi e lo faremo ritornare umile. Gli faremo forse dirigere la nostra televisione, una televisione senza quiz e con molte idee, ma soprattutto senza Paolo Valenti. Manderemo Biscardi a fare il tagliaboschi e faremo fare la cuoca alla Laurito. Roba leggera, però, non piena di cipolle. Nel nostro governo in esilio Mario Capanna sarà messo all'istruzione (Eco sottosegretario, Forattini usciere) e il dottor Enzo Jannacci finirà alla Sanità: tanto, peggio di così... Insegneremo a leggere e a scrivere a Jovanotti e forse alla fine, se sarà maturato, gli faremo organizzare le feste. Faremo studiare Russo Spena da presidente del Napoli e quando sarà pronto gli daremo in consegna Ciriaco De Mito che, sfuggito per un pelo alla dittatura di Cielle, sarà disposto a tutto, anche a fare il Direttore Sportivo. Russo Spena avrà tra l'altro un compito arduo: rieducare i figli di Maradona; De Mito, se sarà ritenuto idoneo e veramente contrito, avrà come punizione l'affido di Carnevale, ormai allenatore, al quale dovrà insegnare a parlare. Tutto questo in quello che sarà l'ultimo paese libero, l'Est della Glastnost, in un'Europa sopraffatta dalla Teocrazia. Il primo Governo Socialecologista in esilio sarà là e attenderà con grande fiducia i fratelli oppressi d'Italia e tra loro, con somma trepidaziane, l'onorevole Mattioli e il gruppo dei Verdi. Attenderà che terminino il loro dibattito avviato per decidere da che parte stare: destra o sinistra, alto o basso, sopra o sotto. Anche loro prima o poi arriveranno, e ce ne sarà bisogno. Intanto in esilio, nel 2000, faremo una Smemoranda bellissima, la più bella. In cirillico. La Redazione si sta già preparando ora a questo momento studiando il russo sui dischi. Ce la faremo. Sarà verde a pallini rossi (o rossa a pallini verdi) e faremo una tiratura di un milione di copie. E a quel punto che cosa ce ne importerà di ritornare in Italia? Chi vuole restare con Formigoni, resti. Noi ce ne stiamo là, col nostro Governo. E ben vengano i fuggitivi.

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