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Venezia: 3 settembre 2001

di Maurizio Porro su Smemoranda 1990 - L'arrivo del 2000

Scriviamo con un computer Satellite che manderà questo articolo direttamente negli occhi dei lettori senza bisogno del giornale quotidiano con cui fino a ieri avete giocato alla Maxi Tombola Mille e non più Mille. Siamo ancora una volta a Venezia, dove il direttore della Mostra del cinema Roberto d'Agostino apre stasera il primo Festival del nuovo Millennio: e perciò ha voluto modestamente riprendere a contare dal numero uno. La serata di inaugurazione è affidata a un classico del realismo, cioè quel 2001 Odissea nello spazio che, al suo apparire, nel lontano '68, sembrò ai critici miopi una storia avveniristica. È l'edizione che in America ha fatto gridare al miracolo tecnologico: vi sembrerà infatti di vomitare con gli attori del film, in giro per altri pianeti. Purtroppo la mancanza di soldi della Biennale (il Ministero ha promesso i fondi, ha assicurato che avrebbe rimesso a posto le sale del Lido, ma le sovvenzioni alla Rai per l'edizione di Fantastico 43 hanno fatto saltare i conti) non ha permesso i mini lapis roulant sotto le poltrone, che avrebbero dato un effetto speciale di stomaco. Pazienza. Alla serata di gala erano presenti tutti i nomi che fanno moda e cinema: la signora Fanfani, di ritorno da una gita benefica su Marte; Sergio Leone che inizierà presto il suo film in Russia che annuncia dal 1978; il 63enne Dustin Hoffman con tutti i suoi Oscar per mano; i fratelli Vanzina e i De Sica con mogli, figli, cognate e cugini (più la nonna bicentenario di Carole Alt, che fa la modella per la quarta età); Traisi, vincitore del premio Eduardo Posi Moderno; Benigni, da poco senatore radicale post chic, e la famiglia Tognazzi, che ha occupato le prime quindici file della galleria. I critici cinematografici - giunti in ritardo da Hollywood dove erano stati chiamati per una partecipazione straordinaria al film Cocoon V: la presa di potere definitiva - hanno redatto i loro pezzi nel buio della sala, scrivendo su particolari macchinette elettriche collegate agli orologi da polso. Uno di loro, solo 60enne, ha preteso di indossare i pantaloncini corti. È stato inoltre reso pubblico oggi un comunicato di protesta contro la retrospettiva dedicata quest'anno a due miti, Rocky e Rombo, giunti nel totale a 45 titoli. Gian Luigi Rondi, vestito da monaco nero, se ne stava in disparte, in un angolo della hall a colorare fotogramma per fotogramma i grandi capolavori dello schermo circondato da alcuni curiosi, mentre nella Sala Volpi erano proiettati i film interrotti dagli spot, (uno ogni 5 minuti), un ciclo a cura del PSI, coordinatore Ugo Intini. La solita mondanità: tute aeree, vestiti firmati, una minigonna di celluloide, maglie tagliate da Valentino, la Laurito confusa in un pacco di maccheroni e Arbore che, con la sua orchestrina, suona quest'anno sotto il telone dei film muti. Sandra Milo controlla alla porta che sia rispettato il divieto ai minori, abbassato ai 6 anni. La serata di chiusura, si dice, sarà occupata dal nuovo Via col vento numero 2, durata 5 ore senza condizionale né attenuanti, protagonisti la figlia della nipote della cognata di Vivien Leigh e il cugino del fratello del figlio di Clark Cable. I posti in platea, la grande platea del Palazzo, sono finalmente lottizzati a file: nella prima siedono gli spettatori che votano DC, nella seconda quelli del PSI, e via dicendo, con tessera alla mano. Giuliano Ferrara, diviso in due, una chiappa in platea e una in galleria, avrà il compito di controllare le posizioni politiche che devono riflettere gli equilibri del governo. Alla Saia Perla il remake della Febbre del sabato sera con il figlio di Gianni de Michelis. Un video, nel ridotto, consentirà agli appassionati di non perdersi durante le nottate del Lido alcune delle trasmissioni shock di Raitre, tra cui ha suscitato qualche perplessità quella in cui Chiambretti, direttore del Telegiornale-verità, penetra senza preavviso nelle toilette di alcune case scelte con un concorso. In gara quest'anno anche i film dei favolosi anni ottanta e si parla di un Leone d'oro alla carriera per i fratelli Sergio e Bruno Corbucci. Ma è l'entusiasmo dei veneziani che piace: sono stati i primi a farsi fare dai divi presenti gli autografi computerizzati, novità del 2001, che si firmano anche a distanza, basta incrociare gli occhi e dire bip bip.  

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