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oggi voglio

Sarò I...zzato come una bestia

di Gioele Dix su Smemoranda 1990 - L'arrivo del 2000

Nei primi anni sessanta io ero un bambino. Mi sembra incredibile, eppure mio padre era poco più che un trentenne, allora, e comprava Quattroruote più che altro per masochismo: amava sognare e soffrire leggendo i prezzi della nuova Jaguar E o della Maserati Mistral; poi, con maggiore realismo, cercava una Flavia di seconda mano o firmava cambiali per la nuovissima Simca. Io ero già molto più avanti di lui, avevo sia la Jaguar che la Maserati (della Corgy Toys, sterzo a pressione, portiere apribili e autista con moglie bionda asportabili), perciò sognavo sbirciando i disegni sulle pagine in fondo: le macchine del duemila, i prototipi, così li chiamavano. Avevano forme superaereodinamiche, pilota automatico, velocità media 500 chilometri all'ora, color rosso fuoco; le disegnavano sempre sfreccianti su immense autostrade, quasi sospese nello spazio. Da allora, lo confesso, il duemila è sempre stato per me una macchina rossa che vola lontano, in un tempo lontano. Ma ora che la Smemoranda mi ha chiesto di parlare del duemila, sono terribilmente agitato, perché mi tocca ammettere una realtà: il duemila è fra dieci anni. Sono io adesso ad essere molto più che un trentenne e se compro Quattroruote mi commuovo guardando i disegni delle antiche macchine degli anni sessanta. Colpo di grazia: quel rosso fuoco dei prototipi è lo stesso della Uno 45. Ecco la dura verità: non ho più niente da sognare. Oggi sono uno spietato automobilista, sempre costantemente incazzato come una bestia, desidero la trazione integrale, sono il cinico padrone di un servo sterzo e di un servo freno, ho il cuore metallizzato e non credo più a nulla, nemmeno che i lavori per la terza corsia un giorno finiranno. E se mi chiedi, amico della Smemoranda, di dirti se nel ventunesimo secolo andrà meglio, ti rispondo: assolutamente no. Drammi spaventosi e paradossali ci attendono. Il più grave si consumerà a metà del 1999, quando si renderà necessario il ritiro di tutte le patenti e di tutti i documenti di circolazione, compresi quelli appena rilasciati, per ristampare la scritta valido fino al 19..; per i seguenti quindici anni si sarà costretti a circolare con fotocopie e fax dei documenti stessi, rischiando peraltro di incorrere in pesantissime sanzioni, fra le quali, per un difetto di coordinamento normativo, sarà previsto il ritiro della patente e dei documenti di circolazione. Questo spaventoso sforzo porterà gli Uffici della Motorizzazione e le Prefetture ad un collasso in seguito al quale verranno sospesi tutti gli esami e le lezioni di guida, con un conseguente impressionante aumento della disoccupazione fra gli ingegneri e la trasformazione di migliaia di scuole guida in altrettanti negozi di scarpe. È logico che tutto questo costringerà il Parlamento a rinviare l'approvazione del nuovo Codice della Strada. A questo proposito, però, il neo ministro Forlani o De Michelis (non chiedetemi se l'uno o l'altro, comunque sicuramente uno dei due) prenderà solenne impegno affinché un'apposita commissione studi le procedure per far subentrare le SAUB all'ACI nella gestione delle colonnine SOS sulle autostrade; si dovrà pagare un unico ticket direttamente presso i caselli della propria zona di residenza, con conseguenti interminabili code. Le città giungeranno alla totale paralisi. Verrà proibita la circolazione anche soltanto delle idee. Infatti, dopo esperimenti di ogni genere, quali i colori alterni (nei giorni pari i colori normali, nei dispari i metallizzati), le marche alterne (lunedì le Fiat, martedì le Fiat etc.), i modelli alterni (il 1¡ del mese le Uno, ogni cento giorni le Audi 100, le Volvo 760 ogni due anni e qualcosa, sopra i 2000 una volta sola nella vita), i sindaci verranno sostituiti da slot-machines e gli ecologisti otterranno di rendere ciclabili anche le tangenziali. Soltanto una cosa prevedo positiva: la definitiva accettazione del parcheggio a castello; nascerà una nuova generazione di posteggiatori abusivi, pittoreschi e atletici, dotati di trampoli e il loro motto sarà: più in alto, dotto'! Più di questo non so dirvi. Comunque, dato che la Smemoranda ci sarà ancora nel duemila, perché non ci risentiamo?

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