I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi e a renderli il più possibile efficienti e semplici da utilizzare. Utilizzando tali servizi e navigando i nostri siti, accetti implicitamente il nostro utilizzo dei cookie. Per maggiori informazioni sui dati registrati dai cookie, si prega di consultare la nostra Cookie Policy.

Accetto

oggi voglio

Capperi, che mischia!

di Enzo Gentile su Smemoranda 1990 - L'arrivo del 2000

È consuetudine dire e leggere che è iniziato il conto alla rovescia. E anche se qualcuno ha favoleggiato, tanto tempo fa, giusto per metterci di buonumore, che bisogna stare in campana (Mille e non più mille, una profezia che suggerisce di fare le corna, toccare ferro, e non solo), eccoci metaforicamente in corsa verso il duemila. Premesso che il piacere e la fortuna di correre non è cosa di tutti - ho notato chi passeggia verso la meta, chi striscia, chi saltella, chi sgattaiola e chi rotola, questione di gusti - ho da fare un'anticipazione. Noi giornalisti, sapete, abbiamo un po' la mania dello scoop, di arrivare prima degli altri, di sentirci più furbi, rispetto a quegli imbecilloni sparsi sul pianeta che procedono secondo norma. Noi si riesce magari ad ascoltare prima degli altri il nuovo disco di Mino Reitano, a sbirciare i fratelli Vanzina durante le riprese di un film, a leggere in anteprima qualche pagina del libro di Biagi o Bevilacqua (un bel vantaggio, ce lo possiamo risparmiare al momento opportuno). Sono, insomma, gli agi e le grandi gioie di un piccolo mestiere: un po' come sapere anzitempo dove ha trascorso un week-end di fuoco torello Cuccarini con Bruno Vespa, o quale congiuntivo entrerà in guerra con Aldo Biscardi in una delle sue missioni sportive, o quando l'amabile Roberto Formigoni deciderà di far saltare il suo resistentissimo tappo di purezza. Bene, grazie a conoscenze autorevoli, sul mio personalissimo cartellino di cronista musicale, mi sono già potuto appuntare i contenuti dei principali servizi giornalistici previsti per l'anno duemila: un'azione di spudorato favoritismo per i lettori della Smemoranda, un'opera di controspionaggio che con dieci anni di anticipo riusciamo a fornire, per amore di verità, e per indurre tutti voi a prendere le necessarie contromisure. Per gli amanti del cinema, valga la citazione di Accadde domani, film di Frank Capra, dove succedeva qualcosa del genere. I casi presi in esame, di protagonisti musicali tramandati da oggi fino al fatidico anno duemila, sono sette proprio come i magnifici. Al Bano & Ramina Power. Il Censis li avrà classificati come la famiglia più numerosa del Mezzogiorno. All'epoca, giunti al quattordicesimo figlio, Al Bano e Ramina continueranno a sorridere e a cantare motivetti d'ignominia assoluta. La prole avrà conquistato posizioni di rilievo nel mondo dello spettacolo, avendo invaso e occupato militarmente la redazione di Piccoli fans. Tutti e quattordici, ma altri si aggiungeranno, saranno accomunati dagli occhialini con la classica montatura Carrisi: solo per non perdere il prestigioso riferimento paterno. Claudio Baglioni. Sul vestito bianco che lo ha accompagnato in tutti gli anni ottanta, si è purtroppo adagiata una macchia di gelato, ma Claudio-nostro non se ne preoccupa. Il suo hit è sempre Questo piccolo grande amore che il cantautore ha rivelato a Mixer essere dedicato e ispirato a una antica fidanzata, tanto esile e minuta da meritare il soprannome di bonsai. Stanchi di tale ripetitività, i fans ai concerti rumoreggiano pesantemente. E sui muri degli stadi iniziano ad apparire scritte minacciose: Fuori dai baglioni. Lucio Battisti e Mina. I due, accomunati per anni dal loro ostinato silenzio, hanno finalmente rotto il ghiaccio. Sono diventati dei presenzialisti, chiacchieroni, banditori d'aste televisive, prodighi di interviste e fotografie. La riservatezza di una volta è solo un ricordo. Si vocifera di un flirt nato sul set di un filmetto leggero, una commedia all'italiana, interpretata dai due con serena autoironia: Quel pomeriggio di un giorno da Pani. Loredana Bertè. Le tracce discografiche sono sempre più rade, ma nel mondo del tennis, dopo aver passato al setaccio i tornei di mezzo mondo, dal Roland Garros a Wimbledon, da Flushing Meadows al Foro Italico, si è ritagliata un posto al sole in pubblicità. Furoreggia come testimone della Dunlop. Lo slogan ha sollevato qualche riserva, ma funziona. "Che palle!" dice imperiosa Loredana: e ride come una matta. Jovanotti. Si è affezionato al suo personaggio, al punto da non togliersi più la divisa militare. Convinto che l'immagine del soldatino gli ha portato fortuna, anche il gergo si è adeguato. Arredata la sua villa di Carugate con brande e tavolacci da caserma, ha sfondato in America. Anche il buco d'ozono ne ha risentito, ma intanto il suo album Capperi, che mischia! è da otto anni nelle classifiche di Billboard. Marisa Laurito. I suoi inni alimentari hanno avuto effetto. Dopo aver doppiato la boa dei cento chili, le è stata affidata una rubrica Domenica in... grasso. Molti i dischi di successo, da Mascarpone, a Cozza, da Uno due tre... Bignè! a Cicoria e bonbon. Trionfale anche il suo esordio editoriale, l'enciclopedia a fascicoli settimanali La vita è bella, ma è meglio fa mozzarella. Francesco Salvi. Nel tempo, rispetto ai lontani fasti di Esatto e C'è da spostare una macchina, la sua vena si è affinata e le strategie si sono articolate come si conviene a un nouveau philisophe. Nella meritoria dilatazione della creatività del soggetto spiccano nel decennio appena trascorso alcuni gioiellini: Perfetto (dai, presto, andiamo a letto), Carino, sei sempre un bel cretino, Micidiale (mi tuffo nel canale), hit dell'estate 1998 e un doppio ed gastrodemenziale, Butta la pasta. Grazie a quello e all'inserto gutturale Polentina, ospitato nei giorni dispari da L'eco di Bergamo, Salvi è convinto che tutti vivranno felici e contenti. P.S. Ultim'ora - Un dispaccio d'agenzia informa che il noto cantautore Antonello Venditti si è autoesiliato dopo le traversie della Roma (Viola, lo dicevamo speso, è un colore jellato, di nome e di fatto). Ha avuto l'idea di ritirarsi, come Cincinnato, nella pace del lago Maggiore. Per consolarsi e guadagnare qualche spicciolo, canta ancora. Tra i locali piace un motivetto di tanti anni fa, rivisitato con astuzia, Grazie Arona...

Advertisement