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Cinema 2000

di Morando Morandini su Smemoranda 1990 - L'arrivo del 2000

Alieno. Con rare eccezioni (Ultimatum alla terra, 1951) erano cattivi, avevano le sembianze del Nemico. Poi arrivò E.T. di Spielberg, e i bambini di tutte le età vissero felici e contenti. Animali. O hanno le sembianze stravolte del Mostro (ma quelli preistorici hanno spesso l'occhio languido) o quelle del Mutante. Possono essere esemplari unici o presentarsi come gruppo, branco, addirittura specie. Al sottoscritto le formiche giganti di Assalto alla terra (1950) fanno meno paura di quelle vere, ma guidate da un'intelligenza superiore, di Fase IV: distruzione Terra (1973). Antenne. Le portano, piccole e talora retrattili sui loro capini metallici, gli extraterrestri del ventennio 1950-69. E captano. Appropriazione. Ovvero il furto del corpo. Lo praticano gli E.T. di quella fantascienza minacciosa che ha il suo archetipo in L'invasione degli ultracorpi (1956) di Siegel. La ragione è semplice: si ottiene il massimo risultato con la minima spesa, risparmiando sugli effetti speciali. Giocano sul complesso della perdita d'indentità, nascondono quasi sempre progetti di conquista e asservimento, sono talvolta la metafora di una subdola invasione comunista, un surrogato del lavaggio del cervello. Bomba. Atomica, nucleare, acca, totale. "Come imparai a non preoccuparmi e ad amare la Bomba" il sottotitolo di Il dottor Stranamore (1963). "Sia gloria alla Bomba e alla Sua nube distruttiva, com'era in principio e com'è ora." (da L'altra faccia del pianeta delle scimmie, 1969). Fa inevitabimente rima con tomba. Definizioni. "La fantascienza è liberale, ma difficilmente rivoluzionaria" (Robert Sheckley) "La SF nacque e prosperò grazie a un connubio mostruosamente e violentemente contemporaneo tra la disperazione e la speranza." (Giorgio Manganelli) Frasi tipiche. "Certe volte mi domando se abbiamo ragione: non sarebbe meglio fermarsi finché siamo in tempo?" "Vedete questa piccola capsula che sembra inoffensiva? Può disintegrare l'universo!" "Vi sembrerà un tipo un po' strambo, ma ricordatevi che è la più grande autorità in materia di fisica nucleare di tutta l'America!" "La natura non ha ancora svelato all'uomo tutti i suoi segreti... " "Nemmeno le bombe atomiche possono nulla contro di lui!" "Non avevo mai visto niente di simile: non assomiglia a nessun organismo vivente che sia mai comparso su questa terra." "Ma vi rendete conto? Siamo i primi esseri viventi a mettere piede sulla Luna!" Kubrick. Stupidità dei premi Oscar, e dei 4000 e più soci dell'Academy che li assegnano: 2001: odissea nello spazio (1968) ebbe tre nominations, e vinse solo la statuetta degli effetti speciali. Stanley Kubrick, il maggior regista americano vivente (ma non negli USA), non ha mai vinto un Oscar per la regia o per il miglior film. Macchine. Il cinema di fantascienza ne è pieno: macchine volanti, macchine di guerra, gadget domestici, robot ecc. La macchina è il prolungamento metallico dell'uomo (dunque sottoposta all'errore, come lui) e l'uomo ha con essa un complicato rapporto di amore-odio come in ogni relazione (ribaltabile) tra servo e padrone. Possono esistere macchine eroiche? Certamente: "... non è solo un caso che le due opere che passeranno alla storia come il più grande capolavoro comico e il più grande capolavoro drammatico del periodo muto portino il nome e immortalizzino la personalità di due grandi navi: The Navigator (1924) di Keaton e La corazzata Potemkin (1925) di Eisenstein." (Erwin Panofsky). Il film che ha elevato la Macchina (Hai 9000, il calcolatore) al rango di protagonista è ancora 2001: odissea nello spazio. Da non dimenticare, comunque, Nostromo, la vecchia astronave interstellare da carico a tre piani di Alien (1979) dove l'ordinatore si chiama mother (nell'edizione italiana mater). Robot. Per farsi belli con gli amici ricordate che la parola deriva dallo slavo robòta (lavoro pesante) e che fu diffusa dal dramma R.U.R. (1920) dello scrittore boemo Karel Capek. R.U.R. sta per Rossum's Universal Robots dove i robot, automi capaci di qualsiasi lavoro, sono costruiti dall'ingegner Rossum (in céco rozum significa ragione). Nonostante Guerre stellari, il robot più famoso della storia del cinema è ancora il simpatico Robby di Il pianeta proibito (1956), parafrasi di La tempesta di Shakespeare. Le tre leggi della robotica secondo Asimov sono: 1. Un robot non può recar danno a un essere umano né può permettere che, a causa del proprio mancato intervento, un essere umano riceva danno. 2. Un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani, purché tali ordini non contravvengano alla Prima legge. 3. Un robot deve proteggere la propria esistenza, purché questa autodifesa non contrasti con la Prima e la Seconda legge. Titoli. Oltre a quello di Kubrick, i film i cui titoli parlano del duemila sono: 2000: la fine dell'uomo (No Biade of Cross, 1970) di Cornel Wilde; 2002: la seconda odissea (Silent Running, 1972) di Douglas Trumbull, 2010 - L'anno del contatto (2010, 1984) di Peter Hyams, seguito di 2001: odissea nello spazio, 2019 - Dopo la caduta di New York (1983) di Sergio Martino, 2022: i sopravvissuti (Soylent Green, 1973) di Richard Fleisher e il britannico Nel 2000 guerra o pace? (Things to Come, 1936) di William Cameron Menzies. Il celebre Metropolis (1926) di Fritz Lang è ambientato "fra cent'anni", cioè intorno al 2026. H.G. Wells che di futurologia s'intendeva lo definì "stupidissimo" e il giovane Bunuel lo giudicò banale, retorico, pedante, troppo romantico, aggiungendo: "Ma se opponiamo alla storia la fotogenia plastica del film, allora Metropolis reggerà qualsiasi confronto, ci sconvolgerà come il più bel libro d'immagini mai visto." 

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