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Scherzi da cinema

di Morando Morandini su Smemoranda 1989 - Il gioco

Riso nero - Sono infiniti i modi di giocare col cinema. C'è anche quello etnografico. Tempo fa un gruppo di ricercatori dell'Unesco arriva in un villaggio dell'Africa centrale dove non avevano mai visto un film. Non sapevano nemmeno che cosa fosse il cinema. Con un proiettore di 16 mm portatile mostrano alcune comiche di Charlot e un documentario su Auschwitz. La gente del villaggio guarda Charlot e rimane impassibile, ma dopo pochi minuti del documentario su Auschwitz cominciano a ridacchiare e non smettono più. I giovanotti dell'Unesco, allibiti, cominciano a fare domande. Ecco la risposta: non avremmo mai creduto che i bianchi potessero essere così magri... A lunga distanza - L'avvento del videoregistratore ha moltiplicato le possibilità di giocare col cinema. Occorre, però, distinguere tra i giochi a lunga distanza e quelli a breve scadenza. Qualche esempio dei primi: 1) registrare in fila sulla stessa cassetta tutti i finali dei film di Antonioni, un maestro nel chiudere; 2) fare un'antologia delle scene di film hollywoodiani in cui viene data la notizia dell'attacco giapponese a Pearl Harbour; un amico "ci-néphile" sostiene di averne schedati 123; si può cavarne una "compilation" che dura circa due ore con possibilità di venderla a Enrico Ghezzi di Rai 3 o qualche rete privata che ama le trasmissioni sfiziose dopo mezzanotte; 3) registrare in fila tutti gli interventi di Alberto Bevilacqua, Sandro Paternostro, Guido Almansi o altre bertucce televisive con la sindrome della pisciatine in diretta; da mostrare agli amici nelle serate di stanca. A breve scadenza - I giochi col vcr. a b.s. sono tanti, basta farsi venire le idee. Registrare un discorso qualsiasi di Enrico Ghezzi di Rai 3, trascriverlo pazientemente e farlo analizzare da una squadra di semiologi, ex allievi di Gianfranco Bettetini. Oppure darlo in lettura a una classe mista di 3¡ Media perché ci mettano la punteggiatura. C'è anche il gioco a scadenza immediata: guardare sul televisore Enrico Ghezzi, togliendo l'audio. Quasi come una comica muta di Keaton. Autocensura - Attenzione, però: si può giocare (scherzare) col cinema, ma fino a un certo punto, entro certi limiti. Ricordarsi di una dichiarazione di Mack Sennett (1880-1960), il più grande manager del cinema comico muto: "Non abbiamo mai scherzato sulla religione, la politica, la razza e le mamme. Una madre non prende mai una torta in faccia. Suocere, sì, ma la mamma mai!" (Rilasciata intorno al 1922) Detto celebre - "It's the biggest train set a boy ever had." (Orson Welles dopo aver visitato lo stabilimento dove avrebbe dovuto girare il suo primo film "Citizen Kane".) Traduzione libera: è il più grande trenino elettrico che un ragazzo abbia mai avuto. Ali di mosca - Volete fare un film a tutti i costi, ma siete così senza soldi da non poter nemmeno noleggiare una cinepresa? Si può far del cinema anche senza cinepresa, come dimostrò lo scozzese Norman McLaren (1914-1987) che incideva direttamente immagini e rumori sulla pellicola, fatta questa premessa, volete fare un minifilm di un minuto da inviare a una rassegna di cinema sperimentale e magari vincere un premio? Occorre molta pazienza e saper usare le mani. Le fasi dell'operazione sono sei: 1) procuratevi gratis trenta metri di pellicola vergine, anche in più spezzoni: avrete pur un amico che lavora nel cinema, no? 2) da soli o con l'aiuto di un ragazzina vispo, catturate almeno 300 mosche, facendo attenzione non spiaccicarle; 3) dopo averne scrupolosamente constatato la morte, staccate delicatamente le ali alle mosche; 4) incollate con cura un'ala di mosca su ciascun fotogramma (N.B.: la colla deve essere molto liquida); 5) fatevi consigliare da un esperto la vernice più adatta per rissare le ali sulla pellicola affinché non si stacchino quando scorrerà nel proiettore; 6) cercate un bel titolo, possibilmente in inglese che fa più fino (esempi: "The Fly's Flight" o "Wings of Fly" o in francese: "Mouche, mon amour") e spendete qualche lira per fare i titoli di testa. Risultato: un film astratto di originale forza grafica che potrete mandare alla rassegna "Anteprima" di Bellaria e ai più esclusivi festival di cortometraggi d'Europa. Con un po' di pazienza e molte mosche, viaggerete e conoscerete il mondo. Può uscirne qualche intervista.

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