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Il gioco del grasso e del magro

di Natalia Aspesi su Smemoranda 1989 - Il gioco

C'è il gioco un po' lugubre del grasso e del magro: è un modo di giocare col proprio corpo attraverso altri giochi, quello del piacere del cibo, quello della punizione della dieta. Si danno a questo gioco soprattutto le signore, gli uomini hanno un po' più di dignità, meno fantasia, più presunzione, meno volontà: tanto loro sono sempre belli, piacciono sempre, e la pancia fa potere, addirittura fa sexy, peccato solo per il giubbino alla moda che non si allaccia, ma pazienza. Il gioco del grasso e del magro è spesso d'azzardo: si scommette che tanto la cioccolata non fa ingrassare, si punta sul fatto che due chili si perdono in due giorni, basta mangiare solo banane. Quel che si mette in gioco è spesso la salute, oltre alla pelle naturalmente che, a furia di gonfiarsi e sgonfiarsi come una fisarmonica, si ammolla e si arriccia di rughe. Si mette in gioco anche il guardaroba, ma quello è un divertimento: se in primavera porti la taglia 42 e in estate la 44 e in autunno la 46, vuole dire semplicemente che hai una scusa in più per comprare vestiti nuovi, senza rimorsi, tanto quelli dell'anno prima sono ancora ottimi, ma sono diventati troppo stretti, oppure più raramente, troppo larghi. In ogni caso non servono più. Il gioco del grasso e del magro è un doppio gioco: mentre si mangia la panna cotta o le costine di maiale in agro dolce ci si scambiano indirizzi di case di cura per dimagrire, mentre si è nelle case di cura per dimagrire ci si scambiano ricette del capriolo alle prugne secche convulsa di mirtillo e della torte tatin grondante burro e zucchero. È un modo di giocare che rende contemporaneamente felici e infelici, proprio come il poker o il bridge: sei felice e infelice perché mangi, sei infelice e felice perché non mangi. Si tratta spesso di giochi pericolosi, veri e proprio vizi: ci si lascia lievitare inesorabilmente mangiando senza freni per settimane, tanto poi da domani si farà la cura del sonno per digiunare due settimane. Ci si deprime senza scampo cambiando dieta ogni settimana: dei punti, vegetariana, macrobiotica, senza sale, dissociata, solo proteine, all'ananas, Weight Watchers, quella di Pavarotti, quella di Craxi; andando dai medici che danno pillole pericolose, con il laser, la chirurgia, l'ipnosi, l'agopuntura, il massaggio giapponese, il santone indiano. Nel gioco del grasso e del magro non si vince mai, si perde sempre: si è sempre troppo grassi, non si è mai abbastanza magri. Ma è un gioco a cui non si rinuncia, peggio della roulette o delle scommesse dei cani. C'è chi si è rovinato, ma la maggior parte dei giocatori, anzi delle giocatrici, vivacchia contenta, sicura che prima o poi il gran colpo le riuscirà.  

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