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Il gioco è...

di Patrizio Roversi su Smemoranda 1989 - Il gioco

Pippo l'aveva vista ballare per il cacao tutte le sante sere per l'intero inverno e se la sognava di notte. Quando Renzo arrivò con lei alla cena a casa di Silvio, Pippo cominciò a ronzarle intorno e tempestarla di domande. Renzo mangiò subito la foglia e architettò il suo piano, naturalmente diabolico. L'idea di sedurre Katia gli frullava nella testa da quando si erano conosciuti alla festa per la sua nomina a vicepresidente dell'azienda e lei gli aveva fatto gli occhi dolci. Renzo prese il telefono, la chiamò, le parlò di un progetto di lavoro, la invitò a casa sua per la sera dopo, giovedì. Poi chiamò Pippo e gli propose, sempre per giovedì, una cena a casa della ballerina del cacao. Dopo essersi mentiti reciprocamente, entrambi richiamarono Renzo per accettare gli inviti. Quando Pippo arrivò a casa della ballerina con due dozzine di rose rosse, Renzo fece gli onori di casa, poi ricevette una telefonata che gli annunciava un impegno improvviso. Si scusò per il contrattempo, salutò e uscì, lasciando Pippo solo con la ballerina, incredulo per la botta di culo. Renzo volò a casa in taxi, puntuale per ricevere una Katia un po' contratta e disorientata. Ammiccando, arrotando le erre come non mai, Renzo la fece ridere, la scartò come un cioccolatino, la sfiorò come fosse un telecomando. "Oh, se Pippo mi vedesse, chissà cosa penserebbe di me", disse Katia stringendosi a Renzo. "È vergognoso da parte mia essere qui con te e lasciare solo il povero Pippo", ripetè ormai senza nulla indosso. "Devo stave attento?", chiese Renzo con abbondante faccia tosta. "No, non c'è problema. Però proprio non dovrei. Povero Pippo... Non è giusto ingannarlo in questo modo", rispose Katia sdraiandosi sul dorso. Il giorno dopo, a mezzogiorno, il telefono di Renzo squillò. Era Pippo. Era tutto allegro, parlava della mulatta in termini entusiastici. "Una notte di fuoco. Non so come ringraziarti. Pensa, sono tornato a casa all'alba. Naturalmente a Katia dovevo raccontarle qualcosa... Quindi le ho dato da intendere che ero con te ieri sera. Mi raccomando, se te lo chiedesse, dille che abbiamo cenato con il presidente e discusso tutta notte il mio contratto". "Bivbantaccio", ridacchiò Renzo e riagganciò, premendosi l'indice sulle labbra per chiedere silenzio alla trentina di invitati impazienti di dare il via allo spettacolo. Accese il videoregistratore e vi inserì la cassetta arrivata in quel momento con il Pony; apparve Pippo, stravaccato sul divano della ballerina con indosso soltanto le calze, color antracite. Non se le tolse mai per tutti i 90 minuti del filmato.

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