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oggi voglio

Ten years after

di Fabio Treves su Smemoranda 1988 - Numero 10

Ten Years After, dieci anni dopo; un romanzo, un complesso famoso, un insieme di ricordi e di situazioni, una valanga di nomi, facce, chilometri d'autostrade notturne, concerti, prove nei sottoscala e poi ancora concerti... 1977, un anno che mi ricorda il dopo politica militante, il fermento nel quartiere ed i primi inevitabili sbandamenti, sotto tutti i punti di vista. Nascono le nuove forme di aggregazione, i giovani scoprono il fascino della fantasia ed il gusto di essere dissacranti un po' su tutto, anche nella musica, mentre poi parallelamente a questi boom predemenziali, c'è chi va avanti nella direzione del blues e del rock, o di tutti e due. Nella Treves Blues Band (e non me ne voglia male il lettore se per il secondo anno consecutivo incentro il mio contributo scritto su questo orinai mitico gruppo!) il comune denominatore è sempre stato rappresentato dalla durata veramente minima dei musicisti della formazione, sia fosse stato un quartetto, un duo od una big band da 12 elementi! Il mio è un carattere particolare, nato sotto il segno del Sagittario, lo stesso giorno di J. Hendrix e Bruce Lee tanto per esser subito chiari, non sopporto l'ipocrisia e l'arroganza, per cui i diverti o quelli con la puzza sotto al naso hanno sempre avuto una permanenza molto difficile... Sì, molti di quelli che se ne sono andati mi hanno definito un nazimaoista, ma certe critiche mi hanno sempre lasciato molto tranquillo, perché poi è la realtà che ti da più o meno ragione... Dieci anni comunque di musica viva e pulsante, con alcuni momenti decisamente toccanti e ricchi di significato, il megaconcerto per l'amico musicista Demetrio Stratos, la poesia della cui voce ancora non sembra essersi perduta; i concerti nelle patrie galere, dove il Blues è di casa, sotto forma di violenza, disperazione e voglia di evadere (in tutti i sensi, metaforico fantasioso e non), i Festival Nazionali con migliaia di persone che ti scrutano, ti aspettano e ti applaudono. Ma purtroppo ci sono anche i momenti di tensione, per fortuna ne capitano pochi, quasi tutti legati a situazioni particolari, come quando fui duramente "contestato" (mi sembra fosse il 79) da una ventina di esagitati che mi avevano scambiato per superstar, solo perché avevo una valigia piena di armoniche a bocca ed un amplificatore nuovo di pacca (frutto di sudati lavori jt: di fotografo di battesimi...)! Una particolare soddisfazione è rappresentata in questi 10 anni di attività dall'entusiasmo di moltissimi giovani verso la musica Blues; richiesta di interventi, voglia di saperne di più, scuole di base per chitarra ed armonica nate un po' dovunque, insomma una realtà interessante, mai statica ed in continuo fermento. In tutta la penisola, da Brunice a Lamezia Terme, da Cirié a Tezze Valsugana (giusto per citare a caso alcuni dei posti battuti dalla TBB e per omaggiare ufficialmente tutti gli amici per la loro accoglienza) il Blues si è accompagnato con la buona cucina, ecco un altro aspetto di analogia epicurea tra blues e cibo... Ed ecco spiegato il perché io sia costretto a dare lezioni di armonica Blues ai figli di Gnola: perché tutto quello che guadagno lo spendo in salame felino, culatello di Roncole di Busseto e prosciutto crudo di Collecchio, ovviamente inutile dirvi che la provincia di Parma è la mia preferita... Solare, calda, profumata, un po' barocca, ubertosa e verdiana... Insomma, vorrei tanto essere un parmense ed andarmene in giro in bicicletta, invece di respirare veleni nella Casbah di Viale Monza, Milano, Italy... Sì, va be', ma devo parlare di TEN YEARS AFTER, cosa c'entra Parma? C'entra eccome, perché proprio a Parma ho suonato uno dei primi concerti di Blues, accompagnato da tre prosciutti acustici, una coppa amplificata ed un cotechino acustico, al mixer uno zampone (che non mi era neanche tanto simpatico...) che era preciso a Castelletti, il mio telecronista sportivo del cuore! Solo ora mi accorgo di non aver citato le mie epiche trasmissioni radiofoniche, fatte di musica dal vivo, ospiti, litri di birra in diretta e tutto ciò che ne segue (sempre in diretta), balle mostruose spacciate come verità assolute, telefonate di insulti e quelle di gente che non pigliava sonno, tutta l'umanità notturna attorno ad una radio, alla mattina come alla sera un grido, un grido solo, MUSICAAAA... Anche questo in dieci anni, dieci anni importanti, di quelli che a volte proprio non ti puoi dimenticare, quelli che hanno segnato un periodo e ne hanno iniziato un altro; dieci anni o quasi di collaborazione a questa Agenda, ed il miglior augurio che possa fare a tutti noi è questo: speriamo che possa essere io a scrivere 20 YEARS LATER.

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