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Indovinello: avevo solo dieci minuti

di Federico Pedrocchi su Smemoranda 1988 - Numero 10

Per una serie di ragioni che ora sarebbe lungo elencare sono stato avvisato di dover scrivere qualcosa per la Smemoranda venti minuti prima dell'improrogabile termine di consegna in tipografia. Sebbene la notizia mi sprofondasse in una furibonda agitazione, tuttavia calcolai che avevo circa dieci minuti per trovare un'idea e dieci per scriverla: solo dieci minuti per scriverla! Al volo, presi carta e penna e verificai che in un minuto si scrivono circa venticinque parole. Moltiplicai per dieci. Ben poco spazio! Cosa dire con duecentocinquanta parole? Pensai ad una favola, la più corta che conoscessi. Era la seguente: "C'era una volta, in un bosco di querce, una piccola casa dal tetto rosso. Passò un'autostrada e divenne un autogrill". Fin troppo breve, e del resto, non particolarmente carina. E quella del brutto anatroccolo?: "C'era una volta un piccolo anatroccolo; tutti ridevano di lui perché era brutto. Un giorno, non funzionando come al solito i sistemi di sicurezza, il brutto anatroccolo entrò nel deposito di scorie radioattive di una centrale nucleare e ne uscì Silvester Stallone". Sicuramente toccante, ma ancora troppo breve. Restavano solo due minuti per decidere. Tuttavia, come a volte avviene nelle situazioni più drammatiche, fui colto da un'improvvisa intuizione. La soluzione era già pronta. Quando bisogna affrontare un problema, infatti, descriverlo bene può già portare a risolverlo. In questo caso, però, sotto forma di enigma. Ma un lettore della Smemoranda non è certo tipo che si spaventa di fronte ad un semplice indovinello. Fine. Soluzione: Questo pezzo è composto esattamente da 250 parole. Cioè: Federico Pedrocchi ha dato i numeri.  

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