I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi e a renderli il più possibile efficienti e semplici da utilizzare. Utilizzando tali servizi e navigando i nostri siti, accetti implicitamente il nostro utilizzo dei cookie. Per maggiori informazioni sui dati registrati dai cookie, si prega di consultare la nostra Cookie Policy.

Accetto

oggi voglio

In illo tempore

di Gino&Michele su Smemoranda 1988 - Numero 10

Solo gli uomini che non devono chiedere (mai!) vi diranno che il miglior numero 10 è stato Pelé. Troppo facile. Solo i tifosi dell'Argentina e del Napoli vi diranno che Maradona è meglio di Pelé. A Milano, città esperta, Gianni Rivera continua a far fiorire ombrelli e nella frase "la maglia che fu di Rivera" si dibattono miseramente Manzo, Evani o Massaro. E anche sul campo, in verità. È il guaio del 10, destinato, non si sa bene perché, ai giocatori di maggior talento. Per vecchia definizione, 1 e II sono i numeri dei matti, 8 dei corridori, 2 e 5 dei picchiatori, ma a volte il 5 (Falcao) è come fosse il 10, ma il 10 non è mai come un 5. A meno che Platini non giochi libero. Il 10 è l'equivalente calcistico di un dio. Gli si chiede, alla rinfusa: di segnare; di far segnare i compagni; di dare geometria; di dare spettacolo (facendo "numeri"); di ispirare la manovra; di scandire il ritmo; di calciare, semmai, tiri di punizione e di rigore. Quest'ultima incombenza è facoltativa, le altre no, altrimenti si è un 10 abusivo. Molto spesso, il 10 è un regista e ha la fascia di capitano, si presume perché in possesso di doti di cultura sportiva, diplomazia, bei modi che lo rendano adatto a parlare con l'arbitro. Ne risulta un concentramento di bello e utile, con una spruzzata di genio che può essere servito caldo o freddo. Esempi caldi: Maradona, Sivori, Law, esempi freddi: Suarez, Giovanni Ferrari detto Gioanin, Liedholm, Schiaffino, il giocatore più avaro arrivato in Italia, mai pagato un caffè a nessuno, algido ma chiamato Pepe. Come in altre cose (il ciclismo, la vita) per essere bravissimi e indiscussi è necessario essere morti. Forse adesso Binda ce la fa a sorpassare Coppi, mentre per Guttuso bisognerà aspettare un pochino. Fra i vivi, le quotazioni fluttuano. Negli ultimi anni si sono formati due blocchi, quello emotivo-giocolieristico legato al prof. Maradona e quello estetico-cartesiano del dr. Platini. Per quanto già nella terza lettera di Bearzot ai Corinzi ci stia scritto che al calcio si gioca in 11, tutti se ne fregano. Undici meno uno fa dieci, chiaro: di qui l'isolamento del 10, che non riesce a imboscarsi. Per i critici, sempre merito suo la vittoria, sempre colpa sua la sconfitta: grazie a questi dogmi il calcio non è più quello che era, ma anche i cotechini e i cantautori, e poi parliamo di qualità della vita. Dopo un certo numero di pastis, Giraudoux disse che il calcio è come l'esperanto. La cosa non ci riguarda. Per Liedholm, non è indispensabile essere nati a Valdemarsvik l'8 ottobre per essere "numero diesci esesionale", però aiuta molto. Sivori si è perso in un tunnel, Suarez ha perso quei pochi capelli che aveva quand'era definito la testa più lucida dell'Inter. Sandro Mazzola (figlio d'arte) è stato un 10, ma anche un 8, un 9 e perfino un 7, numero odiatissimo dai 10, e per questo non viene incluso nella lista. "Dieci sì nasce o si diventa?" Gli alunni Donadoni e Giannini non hanno ancora consegnato il compito. Ci sono 10 iellati che si rompono, Zico e Antognoni, 10 grandissimi e spesso dimenticati, Greatti e Deyna. Ma la categoria più interessante è quella dei 10 truccati. Alludo a Bobby Charloton e Alfredo Di Stefano (che giocavano col 9) e Johan Cruyff (14). Non ho visto Di Stefano negli anni della gioventù, difficile che a otto anni un giornale mi spedisse inviato a Bogotà, ma ricordo bene la "saeta rubia" nel Real. Era un finto 9, un vero 10, e sapeva far di tutto, come Cruyff. Ma l'Olanda cos'ha vinto? Be', provate voi a andare in finale ai mondiali due volte di fila con la squadra del paese organizzatore e poi ne riparliamo. Puskas, invece, era un 9 truccato che giocava col 10. In certi periodi storici, il 10 tende a mascherarsi, ma è fortissima la concorrenza dei 9. Esempio recente Igor Belanov, eletto miglior calciatore europeo, attaccante (9 o 11 a scelta) che gioca col 10. E a volte, per eccesso di zelo, col 2. In conclusione, conviene sempre puntare sul 10, ma non trascurerei il cavallo 10-11 e il carré 7-11. Solo una corrente di retroguardia insiste a leggere 10 come Uno zero. Maradona lo legge come fosse Io. Se siete fra quei 5-6 Smilioni di italiani che hanno già avuto un Suo autografo, controllate. Sotto uno scarabocchio che significa Maradona (ma potrebbe essere Me Gregor o Kavazashvili), Egli scrive: 10.

Advertisement