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Vent'anni dopo

di Valentina Pozzo su Smemoranda 1988 - Numero 10

Dieci anni fa più dieci anni fa, fa venti anni fa. Do you remember sixty eight, aut smemoranda? Noi, come tutti quelli che lo hanno vissuto da protagonisti, il '68 ce lo ricordiamo, eccome. E come? Come tutti quelli che lo hanno vissuto da protagonisti. Avevamo sette anni (1), e non permetteremo a nessuno di dire che questa è la più bella età della vita. Quando e dove cominciò il '68? A Berkeley nell'autunno del '64? A Roma, il 2 febbraio con l'occupazione di Lettere, o il 1¡ marzo con la battaglia di Valle Giulia? Nel maggio parigino? Nell'estate romana? Nell'autunno caldo? Nell'inverno del nostro scontento? Nella primavera di Praga, che è una primavera cotta e affumicata? A distanza di vent'anni, l'opinione dei più, dei migliori e dei più carini coincide nell'indicare come inizio del '68 il 1¡ gennaio 1968. Ma quel giorno il Movimento degli studenti era ancora in vacanza. Il primo germe della protesta studentesca è invece riconosciuto in un episodio milanese dai più ignorato, eppure di grande rilievo e dalle conseguenze tanto incredibili quanto non credibili. È venuto il momento di raccontare la storia vera di quei 10 giorni che sconvolsero il mondo a sua insaputa. Gli autori di queste righe furono tra i protagonisti di quelle vicende. 17 gennaio 1968, h. 12.54 circa: il sole splende ignaro su Milano e provincia. Appena fuori dalla Scuola Elementare Watson, un gruppetto di scolari fa ressa attorno al rettangolo del Mondo. Il Mondo: un reticolo di linee tracciate a gessetto sull'asfalto del marciapiede (2). Uno dei fanciulli, un tipetto di otto anni dall'aria di piccolo leader, ha appena compiuto il primo giro saltellando su un sol piede dietro al sasso gettato con perizia sulle caselle numerate. Non avendo commesso errori può ora iniziare il secondo giro, che a Milano, in quel quartiere, in quel gruppo, si vuole percorso con un sasso in equilibrio su un piede e senza mai calpestare le righe. Il ragazzine comincia il giro, passa la casella numero uno, la due, la tre, ma sulla quattro il sasso scivola dalla scarpa piombando sul marciapiede. Nel silenzio improvviso il rumore del sasso caduto pare echeggiare assordante. Sono momenti di grande tensione. Un bambino lascia cadere un mazzetto di 230 bisvalide e nessuno gliele ruba. Una bimba si scola un tubetto di Smarties intero. Il nostro eroe, che chiameremo Daniele, anche perché è il suo vero nome, proclama Arimortis, raccoglie il sasso, lo ripone sul piede, dichiara Arivivis e riprende a giocare. Calmissimo. Scoppia un putiferio: una moretta in grembiulino bianco strilla "Non vale! Non vale". Un tipetto con capelli rossi e lentiggini urla "Vale! Vale!". Sua sorella Valentina, sentendosi chiamata in causa, grida la sua approvazione, ma la protesta dilaga. Un bimbette che cheto cheto era ora si fa inquieto: "Vaffancuore! Tocca a me!". "Quello scemo vuole cambiare le regole del gioco!", esclama un moccioso, ma riceve un colpo di sussidiario che gli frantuma il Cioccorì nel taschino. Scoppia la rissa. Una bambina strilla inviperita "Vuole cambiare il Mondo!". In quel momento dalla scuola esce la direttrice. Silenzio improvviso. "Chi è che vuole cambiare il mondo?" domanda minacciosa. Un ragazzine dalla forte somiglianzà con Beppe Barra punta un dito accusatore sul nostro eroe "Lui, signora direttrice." 18 gennaio 1968, h. 19.00: l'operaio metalmeccanico signor Pino, 33 anni 8 figli, abbraccia piangendo il primogenito Daniele. Nella callosa mano stringe ancora il foglio gualcito recapitatogli pochi minuti prima dal bidello "il Mario". Rilegge ancora quella frase "...sorpreso mentre raccoglieva un sasso fuori da scuola incitando i compagni a cambiare il mondo." Sotto la giubba di tela blu con macchie d'unto a disegni cachemire batte il cuore di un padre orgoglioso. 19 gennaio 1968, h. 8.45: Daniele è sospeso dalle lezioni per 7 giorni. La madre piange in silenzio. 21 gennaio 1968, h. 17 circa: si è appena conclusa una confusa ma entusiasmante prima riunione del neonato Movimento Scolaresco. Sostenuti dal caloroso appoggio del signor Pino i 5 membri del Movimento hanno definito i caratteri essenziali dell'organizzazione, esprimendo concetti fondamentali come l'intercambiabilità dei quadri, la responsabilizzazione della base, l'organizzazione in gruppi di lavoro. Successivamente viene eletto all'unanimità il Comitato Generale composto da tutti e 5 gli aderenti al Movimento. 22 gennaio, h. 8,30: in grembiule regolamentare ma con vistoso fiocco rosso il Comitato promotore fa volantinaggio davanti a scuola. Sui volantini scritti a mano dai compagni su fogli di quaderno a righe di seconda, compaiono le proposte del Movimento Scolaresco: 1. Le regole del Mondo sono tutte da discutere. 2. Per quanto riguarda Mago libero, Ce l'hai, Strega comanda color, Rialzo e Un due tre stella!, si propone l'astensione dei compagni da tali giochi fino al parere della commissione di studio appositamente designata. 3. Sia previsto un fondo per il soccorso degli alunni interrogati con esito negativo, denominato "Cassa Interrogazione", 4. Sia istituito uno speciale Premio Fedeltà per i bocciati più di tre volte. 5. Le ore del doposcuola facoltativo vengano retribuite oppure detratte dall'orario complessivo dell'anno scolastico. 6. Durante l'ora di religione venga data una spiegazione chiara una volta per tutte dell'espressione "non fornicare". 7. La denominazione "Scuola Elementare" sia sostituita con "Centro Giovanile di Cultura e Ricreazione". 8. Siano esonerati dalla proiezione del film "La valle dei castori" gli alunni dalla terza in su, che l'hanno visto già almeno 8 volte. 9. Siano proibiti temi dal titolo "È arrivata la primavera/estate autunno/inverno". 23, 24 e 25 gennaio 1968: scontri tra scolari e bidelli. Pier Paolo Pasolini scrive una poesia a favore dei bidelli. Agitazioni varie culminanti con l'occupazione della scuola. Dietro ai vetri delle finestre, accanto alle stelle comete e agli alberi di Natale in carta oleata, compare lo striscione con la scritta "Daniele libero o brucia la città". 26 gennaio 1968: scaduto il provvedimento di sospensione, riprendono le lezioni in un clima di grande incertezza. Silenzio stampa della direttrice che sta esaminando le richieste del Movimento. Gruppi di provocatori in cortile giocano a Ce l'hai. 27 gennaio 1968, domenica: Messa, pranzo dai nonni e pomeriggio allo zoo. 28 gennaio 1968: tutte le richieste vengono respinte, anche quelle non ancora formulate. Scontri tra appartenenti al Movimento Scolaresco e gruppi dell'Associazione Capi Classe. Vivo interesse della stampa locale. Il signor Pino, approfittando della popolarità raggiunta, fonda col figlio il duo canoro Pino & Daniele. 29 gennaio 1968: la direttrice organizza una distribuzione di gomme, matite e carie assorbenti agli alunni più diligenti. Si programma l'estrazione a sorte di una bici da cross tra i più giudiziosi. Il Movimento si disgrega. I membri del Comitato Direttivo, dopo una drammatica riunione ai giardinetti, decidono la cessazione delle ostilità, sciolgono il Movimento e confermano le vecchie regole del Mondo. Daniele dichiara "Abbiamo perso una occasione storica" e affoga la sua delusione in un bicchiere di spuma nera da 50. 30 gennaio 1968, h. 10.00: dopo un paio d'ore trascorse in sala proiezioni, la classe di Daniele è ora silenziosamente curva sul compito in classe di italiano. Tema "È arrivata la primavera nella valle dei castori". EPILOGO Il Movimento Scolaresco non attecchirà più nelle scuole elementari, né all'asilo, né alle medie inferiori, ma il germe della protesta ricomparirà più vigoroso nei licei e negli atenei di tutta Italia facendo del 1968 l'anno incredibile che giustamente Francesco Alberata definì "quello subito prima del 1969". NOTE 1) Sette anni in media. Valentina tiene a precisare che lei aveva sei anni e Gianni otto. 2) Attenzione! Il Mondo è bello perché è vario. I nostri corrispondenti ci hanno comunicato che a Milano il Mondo è Mondo e anche a Firenze. A Siena è Saltarello, ad Alessandria, Reggio Emilia e Biella: Settimana; a Vicenza Scalòn, a Padova Campanòn, a Udine Pimpinella; a Reggio Calabria e Enna: Campanaro; a Trento, Napoli, Rieti, Roma, Teramo: Campana; a Genova Campo, a Brindisi Stacchia; in Dalmazia Tana, in Slovenia Tancula, in Russia Klr´ssiki, in Norvegia Hoppe Paradis, in Inghilterra e negli Stati Uniti: Hop Scotch, in Irlanda Skippy, in Catalogna Xarranca, in Olanda Hinkelen, in Francia Marelle, in Grecia tò Koutsò, in Polonia Gra w Klasi, In India Stapu, in Cina Zhao Fang-Tze, in Giappone Ken-ken e in Perù è el Mundo.

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