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Sfida all'Ok Corallo

di Antonio Bozzo su Smemoranda 1987 - L'avventura

Non credete alle previsioni del tempo: la nebbia, quella che si taglia con i coltelli da macellaio, c'è anche in estate. Se siete partiti da Milano per la Costa dei Pirati, o Liguria, la porca vi stoppa a Serravalle, un paese più pericoloso di Silverado (e non hanno neppure lo sceriffo). I più furbi in macchina hanno già montato il radar, che nel deserto dei Giovi pare abbia salvato molte vite. Questi del radar sono a posto: devono soltanto buttare un occhio per scansare il furgone del cassintegrato che trasporta nove damigiane e mezzo di vino. Sono utili pure, per i viaggiatori postmoderni, un paio di pipistrelli addomesticati: conosco uno che con questo sistema guida da Mantova a Modena in pieno inverno. È un percorso che quelli del Carnei Trophy, prudenti, hanno rifiutato: da meno problemi il selvaggio Borneo. Ma torniamo al nostro viaggio per coraggiosi "Doc", uomini stanchi delle passeggiate Algeri-Timbuctù o Kabul-Samarcanda. Ronco Scrivia e dintorni, tanto per dire, stanno per entrare nel catalogo di Avventure nel Fondo(valle), anche se per quelli che si sono spupazzati le vacanze "hard-boiled" sulla Costa sono ancora posti civili. Ma ecco che vi appare Genova la Losca: tirate dritto se non volete passare più guai che nellâintera vacanza. Bando alle pigrizie: la Costa, con tutti i suoi eccitanti imprevisti è tutta per voi. Se viaggiate con un edonista (reaganiano o gheddafiano non importa) datelo per spacciato: non resisterà alla vista di Ciro, il più brutto benzinaio della litoranea. Qualcuno, spiritoso, pensa sia un "visitor" senza maschera. Comunque sia, va trattato con i guanti. È amico del boss dei monti, l'uomo che addestra nei boschi liguri gli Indiani Metropolitani Rambizzati (ve li raccomando!) e i vecchi partigiani che non ascoltano la radio e non sanno che i tedeschi se ne sono andati da un pezzo. Non sapete di che parlo, vero? E allora non siete degni di vivere vere avventure! Andate a riposarvi in Patagonia o a Manaus, voi che conoscete soltanto le vacanze fast-food! Che ne sapete voi delle sfide all'"OK Corallo", una delle gelaterie più malfalmate della Costa? L'estate scorsa, in una sera pesante come un minestrone ai Tropici ho visto un cinofilo disoccupato che pestava un architetto padano, reo di essersi divertito a vedere "Yuppies". Lasciate queste sporche compagnie e, allargando le narici per annusare il profumo di diesel precipitatevi verso il Levante, terra di pirati e di malinconie (di solito vi vengono dopo la birra da pochi soldi che vi propina Naso, il barista dell'autopista). Vasco Rossi, da oneste parti, potrebbe coronare il suo sogno: la vita, qui, è talmente spericolata che un casellante ci ha rimesso un orecchio in un solo giorno di lavoro. Un Tir, condotto da un lurido toscano, gli ha appiattito il lato destro della faccia (peraltro da totano, come quella del famoso Ciro). Vasco, dicevamo, chiamerebbe la mamma dopo un'ora o due. Ma i viaggiatori coraggiosi no, neanche per sogno! Accarezzando il machete, che in ogni caso bisogna tenere sotto il sedile della macchina (se non serve ad altro può essere usato alla Toshiro Mifune, per affettare le zanzare-elicottero che vi aspettano in pizzeria). Infine si vede la Porta del Bagno Penale, dove il tenero Vecchioni compone canzonette: Sestri Levante. Sono le Colonne d'Ercole, più oltre neanche Indiana Jones tenterebbe di arrivare: da vent'anni, si dice, c'è un hippy che si aggira nell'Avamposto senza trovare la sua camicia a fiori che l'Ultimo dei Mohicani gli aveva rapinato durante un'adunata dei Testimoni di Geova (a cui entrambi erano convinti di appartenere). Tanto per dire da quelle parti c'è un po' di confusione: occhio, e mano alle pistole.

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