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Viaggio con la TBB

di Fabio Treves su Smemoranda 1987 - L'avventura

Il concerto ligure era andato bene - musica ottima, pubblico in delirio - ma era finito in modo burrascoso per via di un losco figuro locale che pretendendo una tangente e spalleggiato da qualche ragazzetto aveva manifestato intenzioni bellicose soprattutto nei confronti del nostro mitico, ma che dico, epico furgone colorato. Da qui la scelta di togliere le chiappe molto in fretta dalla zona e di ricaricare tutto quanto sul nostro blues-furgone, io, la "Treves Blues Band", il nostro lager, strumenti e amplificatori. Correva il mese di luglio 1986, temperatura autostradale diurna più 50 all'ombra, tipo Marocco o giù di lì, in compenso il fresco della notte era più o meno stile tundra finlandese, ole. Mi soffermo un attimo sull'equipaggio, sembrava uscito da una sbiadita fotografia della spedizione in Patagonia del 1937... Primo tra tutti Gnola (ed è la seconda volta che viene citato sulla Smemoranda), il lungo Gnola, chitarrista di bell'aspetto diventato famoso per aver avuto un flirt con lâinterprete di "9 settimane e 1/2" e per essere riuscito a tenerlo nascosto finché qualcuno giurò di averlo cuccato in Montenapo a braccetto con lei... All'interno del Transit, nel frattempo, un macello - come dice Verdone. Sembrava un viottolo del Quartiere Latino modello maggio '68: la tensione era e per puro caso non si era sfiorata la tragedia quando il batterista - Davide ventenne tutto pepe ö allâurlo di Stalin aveva infilzato con le bacchette spuntate la gobbazza del già citato Gnola sotto gli occhi esterrefatti e un po' infastiditi di Ilic, bassista di speranze e camicette dello stesso colore, cioè rosee. In ultima fila Nicola faceva da sottofondo con il suo sassofono alle urla e alle risate. Dopo aver guidato per tutta la notte Capitan Nighthawk, cioè io, falco della notte per le mie doti di ressitenza alla guida e al buio, stava portando il suo manipolo di eroi nella città dei baci e della madonnina, no, non Milano ma Tortona... Completava l'equipaggio Susanna, nostro manager e nostra guida (spirituale e non) che, elegante e fresca tra i tanti sudori, distribuiva tè freddo e tartine salmonate come se invece di essere in sei più bagagli su di un furgone in mezzo all'autostrada rovente ci fossimo trovati ai bordi di una piscina color smeraldo... Pochi chilometri prima aveva preteso che dessimo un passaggio ad un autostoppista belga o giù di lì, di quelli che non parlano, non sorridono, non ringraziano, insomma una vera cista... già eravamo innervositi mica poco che il motore comincia a fare strani rumori. "Sono solo sassolini che sbattono sulla carrozzeria" esclamano all'unisono gli occupanti delle seconde file e dopo qualche secondo siamo avvolti da un fumo denso e acre che per un attimo sembrava di essere tornati indietro in quella fottutissima missione in Indocina. Radiatore, ventola, tutto schizzato via, schizza via anche il belga che capisce l'antifona (i musicisti sono un po' superstiziosi) e parte come un razzo verso il più vicino autogrill (lo rivedremo dalle parti di Piacenza vicino ad un Tir in panne...) Sotto un cavalcavia trova rifugio la piccola compagnia della TBB. Il caldo era a dir poco insopportabile e per peggiorare la situazione Gnola estrasse da un sacchetto di plastica del supermarket il suo tradizionale e ormai leggendario panino con la frittata che risaliva al derby milanese del 1983. L'odore era insopportabile, il malumore serpeggiava, faceva un caldo terribile e intorno solo un deserto di campi e papaveri e corvi. Nicola partì alla ricerca della colonnina del soccorso stradale e per qualche ora non se ne ebbero notizie. Ma ecco che, magica come sempre, Susanna estrasse da una borsa un televisorino a pile, lo sistemò su un tamburo in pieno asfalto, stese un pareo su di un quadratino d'erba e organizzò un piccolo party autostradale a base di dolcetti, scopone scientifico e vecchie puntate di Star Trek. Non passavano molti veicoli ma a quei pochi si offriva uno spettacolo a dir poco inconsueto. Un furgone colorato e fumante fermo sulla corsia d'emergenza e poco lontane sei persone colorate che giocavano a carte, guardavano la TV, Gnola addirittura organizzò una partitina con un pallone recuperato non so dove. Si ferma anche un camper di turisti, si uniscono a noi, ci scambiamo bevande e presentazioni, tutti sembravano aver dimenticato che avremmo dovuto già essere alle prove per il concerto di quella sera a Tortona... Non so quante ore restammo in quella situazione, .ai è un ricordo tra i tanti delle nostre avventure di concerto. Ma l'automobilista frettoloso che passerà al km. 95 dell'autostrada Torino-Piacenza riconoscerà il punto di quell'insolita sosta, perché nell'aria rimangono ancora gli echi di una chitarra slide, di un'armonica roboante e di una frittata stagionata veramente D.O.C... P.S. Per l'assistenza tecnico-spirituale si ringraziano la gelateria Cardelli, Silvio e Paolo Berlusconi, Radio Rodi Piano che ti passa, la mamma di Gnola, lo stilista Versacci e Brutti Gesti, e il cabarettista mascherato.  

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