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La prima volta

di Natalia Aspesi su Smemoranda 1987 - L'avventura

Un tempo la prima volta non era mai un'avventura ma quasi sempre un sublime sacrificio, un'immolazione, un'offerta votiva. C'era poco da divertirsi, per tutti e due, perché l'evento avveniva dopo strenue lotte, ripulse e disperazioni, che fiaccavano il fisico e incattivivano lo spirito. C'era spesso nelle signorine arrese un gran rimuginare di calcoli, mentre si sottoponevano alla bisogna: se non gliela do mi lascia, se gliela do forse mi lascia lo stesso. Così i gesti diventavano drammatici e ipocriti, una specie di guerra per conquistare il nulla e alla fine i due amanti si ritrovavano infelici e scontenti, pieni di cattivi pensieri, appesantiti dall'inutilità di tante difese e tanti assalti e dai risultati deludenti di un fatto che era sembrato così fatale. Oggi è più difficile sapere quando si collochi la prima volta, anzi, ci sono ragazze che mi assicurano esserci molta confusione in proposito, poche di loro saprebbero datare con certezza il fatidico accadimento in un momento della loro giovane vita. Però molte si ricordano che certamente fu un'avventura: non tanto sentimentale o romantica, quanto spericolata e temeraria. Come partecipare alla Parigi Dakar o al Camel Trophy, nel senso che, accadendo senza premeditazione e quindi non in luoghi acconci, quali una camera da letto o anche un'automobile o prato, il più delle volte finisce con l'essere il coronamento di qualcosa di più importante. È un periodo questo in cui anche le più libertarie tra le ragazze sono molto devote ai compagni e li seguono nei loro divertimenti. Che sono la ricerca del pericolo e del primato: scalare la montagna più ripida, sprofondare nel mare il più profondamente possibile, sciare su costoni intonsi e verticali, veleggiare nella tempesta, attraversare a piedi deserti o saltellare con la moto da un precipizio all'altro. La prima volta avviene spesso in una di queste occasioni di coraggiosa inutilità: quindi frettolosamente e pericolosamente, su picchi rocciosi o in apnea. Un'avventura nell'avventura, bella certo ma scomoda, e comunque più scialba del rischio in cui si inserisce come episodio secondario.  

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