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Breve convivenza a scopo conoscenza

di Cicci Biraghi su Smemoranda 1986 - Amore

Cara-tè, dice la zia Mariuccia, quella che lavorava da sarta Tizzoni un po' di anni fa, Cara-tè, troppo comodo! Comodo sui laghi. Oggi come oggi una si stufa del suo uomo e lo butta giù per la ruera come un pacco di carta straccia. Troppo comodo, cara-tè! Ma zia, faccio io, il mio ex è proprio un pacco, come hai detto te. Perché dovevo cuccarmelo tutta la vita? Ma falpiaccére, falpiaccére, dice la zia, ma falpiaccéeere! Comoda sui laghi. A regola, anche il tuo zio Edilio era un... pacco... ma che modo di parlare! Era uno che ti faceva venire il latte alle ginocchia, povera anima. Un fanigottone, un bagolone del luster, uno senza arte né parte. Se davo retta alla mamma, santa donna... Ben, a monte, lo me lo sono preso e portato a casa. E me lo sono, come dire, sciroppato per tutta la vita. La sua, voglio dire. Cara-tè, se una sbaglia, i cocci sono suoi. Ma zia, faccio io, ma che cocci e cocci! E poi, non l'avevo mica sposato il mio ex. Breve convivenza, a scopo conoscenza reciproca. Esperimento fallito. Volo annullato. Cancelled. Nemici come prima. E poi... c'è l'amore nouveau. O Signore, Signore! grida la zia alzando le braccia al cielo. Cosa mi tocca di sentire! L'amore! Insomma, l'amore è uno strano augello, va bene, ma non si mangia mica, veh! Anch'io, a dir la verità solo al principio, intendiamoci... anch'io era innamorata cotta di tuo zio Edilio. Ma se non c'ero giù io a fare pinces giorno e notte, cote mangiare e vestire eravamo a terra. Roba da Pio Albergo. Da Tazzinètta benefica! E il tuo, a mio modesto parere, scusa... è di quella razza lì. Parole tante. Sostanza poca. E in più... Altolà, zietta, la blocco io sulla rampa di lancio, il mio nouveau lavora, si sbatte, corre tutto il giorno. Certo, siamo sul precario. O magari sul terziario non tanto avanzato. Ma non hai mai sentito parlare di disoccupazione giovanile, eh? Oh, Mariavèrgine!, intona la zia, cosa mi tocca di sentire, povera vecchia! Lui si sbatte... Sì! Vuoi mica dire che quello lì è un lavoro, eh? Ma falpiaccéere! Uno del... come si chiama?... del "Pony Express", pensa-tè! In giro tutto il giorno con la motorètta a portare pacchi e pacchètti. Niente bollini. Niente mutua. Niente ferie pagate. Oh, zia, dico io scoraggiatissima, sei proprio uno strazio. Non capisci che il mio nouveau fa il... fattorino, sì, ma intanto studia informatica. Telematica. Computers della settima generazione. Insomma, è un arrangiamento provvisorio. Intanto ci sono io che lavoro... E lo mantieni! interviene secca la zia. Come il tuo zio Edilio. Ma, benedetta figliola, testolina matta di una... almeno il tuo zio era uno della bassa. Questo qui... questo genio del... computers è una terra matta. Una terra ballerina. Uno della Meridionale, santoddìo! E non venir fuori adesso con la rava e la fava, con la storia che siamo tutti uguali, tutti italiani e compagnia bella! C'è l'Italia e la Taglia, diceva sempre la nonna Adalgisa. Zia zia! faccio io, hai subito un trac e sei incurabile. È un buonissimo ragazzo il mio nouveau, anche se viene dal Sud, poverètto. E poi ci vogliamo un casino di bene. Tra noi c'è un fit stupèndo e non mi lascio depistare dai tuoi pregiudizi. A rischio del ridicolo, zietta, dico che l'amore è quel che conta. Baggianate, dice la zia con l'aria un po' schifata. Cara-tè, l'amore è roba per ricchi.

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