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I sing ammore

di Enzo Gentile su Smemoranda 1986 - Amore

Canzoni d'amore? Oggi rispondo no, grazie! E comunque è già molto tempo che in dibattiti estemporanei da bar, o nei convegni "specializzati" ci si domanda: a chi giovano? Si resta volentieri senza risposta, talvolta c'è il solito professorino che butta là l'ipotesi di un Grande Vecchio, chi le giustifica in senso religioso, enunciando san Valentino, Sanremo e antiche saggezze popolari ("Non lo fo per piacer mio, ma per fa contento Iddio"), e chi si ricorda di aver conosciuto la moglie durante un lento in discoteca. Eh sì, qualcuno è stato giovane: ha subito la propria iniziazione sessuale con i Procol Harum, i più sfigati con i Camaleonti e i Dik Dik, oppure con Lucio Battisti e Simon and Garfunkel: ci sono sempre stati dei "must" nelle feste al liceo, incrollabili evergreen che servivano per approcci, rossori, strusciamenti, singhiozzi e angosce varie. Almeno così raccontano quelli che la sanno lunga, i più sgannati: c'era infatti una parte di gioventù che non passò mai da salotti semioscurati o da cantine compiacenti. Questi ultimi alfieri del "prima il dovere, il piacere chissà", erano cresciuti solo nello politica e piuttosto che Massimo Ranieri e Mal dei Primitives si cementavano con Ivan Della Mea e Paolo Pietrangeli: e che alcune ferite non si siano rimarginate del tutto è confermato dal fatto che resistono sacche di memoria storica tali per cui ci sono alcuni fortunati che ancora ricordano i testi di "Contessa" di "Ringhera" e di "El me gatt". Ma i fortunati di turno, privilegiati veri, non appartenevano né a un partito, né all'altro, erano indipendenti, al massimo fiancheggiatori, avevano scoperto la vita giocando a pallone all'oratorio e continuavano sui campetti della periferia o in campionati di poveri ma belli. Beati loro, senza Alunni del Sole, senza Baglioni, scippati dagli Inti Illimani e da Giovanna Marini, questo è un altro discorso. Noi, con le canzoni d'amore dobbiamo continuare a fare i conti e se questi non tornano, beh vuol dire che hanno trovato di meglio da fare. D'altronde è un errore pensare che tutte le canzoni d'amore sono uguali, alcune sono anche peggio: qui di seguito c'è una imbarazzante sequenza di versi "più" o "meno" (quelli "per" e "diviso" sono rinviati all'anno prossimo) pizzicati nella palude della musica leggera, o pesante che dir si voglia, nostrana. Un monito: verbo volant, scripta manent. Con una debita eccezione, quella di Franco IV e Franco I: "Ho scritto t'amo sulla sabbia e il mare se l'è portato via". E premesso che di amore "nelle canzoni e nella vita ne parlano quelli che non lo fanno", come dice Battiato, ecco un rosario di dieci grani. (Colonna sonora: Sesso e Karnazza degli Skiantos). La più pulsante: II mio slip fa pam pam, di Leopoldo Mastelloni "Tu usi il sesso per scrostarti da papà. Le tue calze in seta nera sai già dove strofinar... Non mi usare, non mi dosare, non mi eccitare le fantasie io son pronto senza bugie. Vedi vedi il mio slip fa pam pam." A dir la verità non s'è visto mai niente, la prossima volta guarderemo meglio. La più scaramantica: Bella più di me, di Cristiano De Andrè "Una moneta da cento: se è testa mi ami, croce non sei più mia. Fare l'amore da solo non ne ho voglia e poi non ho fantasia." Suvvia, un po' d'autonomia. Chi fa da sé fa per tre e poi ci sono tanti manuali. La più fruttuosa: Sei in banana dura, dei Windopen "Per capire com'è la mossa hai bisogno di una scossa. Ma la notte è ormai finita, ti è sfuggita tra le dita e ancora in banana stai. Sei in banana dura, sei in banana dura, ti ci vorrebbe proprio adrenalina pura." Il vantaggio di parlare chiaro. Insieme a Che fico di Pippo Franco, un insegnamento. La meno terra terra: Nel mio cielo puro di Marcella Bella "Il sesso è una passione appunto per volare che a volte mi travolge, a volte mi fa male... un meccanismo fisiologico banale. Ma non dimenticare, ancora non ti ho fatto entrare nel mio cielo puro, c'è un paradiso da scoprire dietro un velo nero. Tu sei sulla soglia, ormai, ma non sbagliare." Si fossero incontrati Icaro e Marcella, ne avremmo viste delle belle. La più feconda: Quindici bambini, di Eugenio Finardi "C'è chi fare l'amore gli piace farlo con chi gli pare, c'è chi ha bisogno di cambiare una donna differente tutte le sere, lo invece voglio dormire la notte vicini, voglio fare quindici bambini e passare la vita a lavare pannolini." Lavorare stanca, meglio figliare. Passare per conoscenza alla Lines. La più alternativa: Ogino Knaus di Gianfranco Manfredi "Con Ogino Knaus riscopro l'avventura, io mi ritroverò, per sentire la suspense. Con Ogino Knaus il thrilling sentirò cento volte e più, questo è vero amore per me. Con Ogino Knaus sono molto più creativo, più uomo io sarò. Con Ogino Knaus nel sesso c'è più sugo, mi sento già più su, ecco piombo sul grisbi e l'amore è come fare una rapina." Dice un proverbio di Frate Indovino: "Chi s'accontenta gode, ma chi gode s'accontenta di più". La più vivace: Violentami, di Jo Squillo "Sono appena scappata di casa, voglio fare una storia un poâ strana. Prendimi prendimi senza fretta, non ho nessuno che mi aspetta. Violentami violentami piccolo, violentami violentami sul metrò." Meglio andare in bicicletta e poi lo dice anche la tivù: "Far bene lâamore, fa bene all'amore". La meno appetitosa: Felicità, di Al Bano e Romina Power "Felicità è abbassare la luce e fare pace. Felicità è un bicchiere di vino con un panino. Felicità è un biglietto d'auguri pieno di cuori. Felicità è aspettare l'aurora per farlo ancora. Senti nellâaria c'è già la nostra canzone d'amore che va come un pensiero che sa di felicità". Da vietare a grandi e piccini. O vogliamo rischiare che qualcuno aspetti con Al Bano l'aurora per farlo ancora? La più maiala: Un'estate di sesso, di Angeleri "Madonna che libidine la voce rock, versami del whisky che beviamo un po', spegni la luce che ti insegno un gioco, vediamo chi gli viene prima la pelle d'oca. E quest'anno al mar per giudicar le tette più ner. Urca quella bionda che si dimena, in discoteca me la trovo di fianco, ma quando la tocco trovo una sorpresa, beh per una volta me ne vado in bianco." E bravo Angeleri: adesso ci aspettiamo un album doppio: Basta che respiri. La più persuasiva: Tu fai schifo sempre, dei Pandemoniun "E smettila di sognare, svegliati una buona volta. Sai cosa ti dico? Tu fai schifo sempre da mattina a sera, tu fai schifo sempre quando scendi per strada, quando leggi il giornale, tu fai schifo sempre comunque ti vesti." Un inno, una parola d'ordine per intere generazioni. Dischi venduti pochini, istinti del genere, sparsi per il mondo, a iosa. Smack!!!

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