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Impediti a amare

di Umberto Gay su Smemoranda 1986 - Amore

Amore e Carcere. Mi ricordo ancora il titolane su un importante quotidiano milanese: "San Vittore: Boccaccio '80". Era successo che i detenuti, e i loro parenti, avevano iniziato la battaglia per l'affettività scavalcando, un po' gli uni un po' gli altri, il bancone della sala colloqui. Si erano abbracciati, accarezzati, coccolati un pochino. Niente di più perché chi, invece, vuole fare di più lo fa pagando, salato, da sempre, anche nelle carceri più "sicure". E un problema di soldi, di mezzi, come all'esterno. Comunque un privilegio di pochi. Dalla battaglia per l'affettività a San Vittore ad oggi tutto è identico e immutato. Migliaia di uomini e centinaia di donne sono rinchiusi nelle carceri e, stringendo stringendo, la condanna vera e propria sta nell'essere impediti ad amare. Certo i sentimenti viaggiano anche per via postale o attraverso una piccola finestrella ritagliata dai vetri antiproiettile. Ma, si sa, l'amore è tante altre cose. Così il corpo, il cuore e la mente di tante persone, soprattutto giovani, è privato dell'emozione più grande e delicata, del rapporto più armonioso e importante. Una pena, tremenda, nella pena, altrettanto inutile e orribile. Ed è un problema che esiste da sempre perché chi incarcera sa bene di cosa deve privare l'incarcerato. Amore e Carcere, quindi, stridente contraddizione? Invece no. Pur nello stravolgimento delle condizioni, pur costretti e ristretti gli uomini e le donne del territorio carcere amano. E molto profondamente. Amano tutti i giorni, tante volte al giorno. Chi in maniera più rude e brutale, chi in maniera più dolce ed esclusiva. Amano e si amano con un'attività sessuale anch'essa "in manette" ma è sempre amore. E poi sanno raccontare come amano. La testimonianza che segue è di una donna in carcere da quattro anni detenuta nel lager automatizzato di Vogherà. È stata condannata allâergastolo nel processo di primo grado contro la colonna Walter Alasia delle BR di Milano di cui è stata indicata come una delle responsabili.

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