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Amare e monti

di Luca Visentini su Smemoranda 1986 - Amore

Bartolo, insieme alle montagne, aveva amato alcune donne. Rina era adolescente ma romagnola, e in quelle lontane gite non riuscirono a conquistare nemmeno una vetta, perché si imboscavano a mezza costa. L'estate successiva i suoi genitori la portarono al Lido degli Estensi. Alice fu il grande e fiducioso amore. Infaticabile camminatrice tra le migliori al corso d'alpinismo, portava pantaloni alla zuava di colore arancio. In quota si accendeva sulle gote e mentre Bartolo le mostrava le torri del Vaiolet o la cresta del Monte Leone, lei mangiava uovo sode e cioccolato. Ma in quegli anni era esploso il femminismo e Bartolo, oltre ad avere la colpa di essere il solo compagno di Alice, si rifiutava persino di giocare il sabato sera a Risiko con i partners delle amiche del suo collettivo di autocoscienza. Le consociate, forse per dispetto e gelosia, presentarono ad Alice, uno dopo l'altro, tutti i maschi spaiati che conoscevano. Quando arrivarono a un insegnante disponibile di tempo libero e del brevetto di istruttore di vela, Bartolo non rivide più Alice. Lara era l'Amica per eccellenza di Bartolo e dopo aver visto insieme il film "Giulia", di Zinnemann, i due partivano talvolta con zaini e tendina per traversare interi territori poco esplorati. Ma il fidanzato di Laro era ricco e acquistò una seconda casa vicino ad una spiaggia protetta da ripide colline, così i due teneri avventurieri si persero di vista. Bartolo si riprese presto e cominciò ad invitare Lucia, una sua ex compagna di scuola, su per scarpate e canaloni, che lei risaliva in punta ai piedi - poiché gli scarponi rigidi le duolevano - come una ballerina. Bartolo accettava persino, dato che Lucia era davvero entusiasta ma poco allenata, di caricare nel suo sacco i pesanti volumi di narrativa di cui lei non poteva fare a meno, se per caso avessero dovuto trascorrere una giornata di pioggia chiusi nel bivacco. Decisero di andare ad abitare insieme in montagna e Bartolo partì per primo in cerca di un appartamento. L'aspettò inutilmente per mesi, alla testata di una valle, e si arrese quando ricevette una sua cartolina da Lampedusa con scritto: baci! Bartolo, capricorno, ritornò sui monti con Renata, che aveva un brutto carattere. Lei gli chiese di insegnarle ad arrampicare, dimenticandosi che simili apprendimenti vengono ostacolati dall'intimità. Bartolo le aveva pur detto di spostare il sedere all'infuori, per staccarsi dalla parete e poter così sollevare le gambe e gli scarponi con equilibrio e il più in alto possibile. Renata non riusciva a superare un passaggio, sbilanciandosi inutilmente per aiutarsi con i ginocchi. Bartolo ebbe la cattiva idea di farglielo notare e finì che si lasciarono all'istante, in piena scalata. Renata, una volta a fondovalle, se ne andò all'Isola d'Elba. Lucrezia, una conoscenza marina e disinteressata di Bartolo, non era mai stata sulle Alpi. Vi andarono insieme per un fine settimana primaverile e Lucrezia si trovò impreparata alle lenzuola ghiacciate del rifugio. Chiese a Bartolo di potersi allacciare nel sonno e, per scaldarsi, infilò una gamba in mezzo alle sue. La mattina dopo gli diede un bacio sulla guancia e dichiarò che lui era tra i pochi uomini di cui ci si poteva fidare. Ma il sonno di Bartolo era stato visitato da imbarazzanti sogni e non insistette più per accompagnarla sopra i 1680 metri. Bartolo divenne triste e preoccupato. Finalmente un giorno Fernanda, l'adorabile Fernanda, s'innamorò affidabilmente di lui, anche proprio perché ammirava la sua meravigliosa passione per le montagne. Decisero di sposarsi e Bartolo pose come condizione che la luna di miele si sarebbe svolta al mare.

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