I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi e a renderli il più possibile efficienti e semplici da utilizzare. Utilizzando tali servizi e navigando i nostri siti, accetti implicitamente il nostro utilizzo dei cookie. Per maggiori informazioni sui dati registrati dai cookie, si prega di consultare la nostra Cookie Policy.

Accetto

oggi voglio

Respirazione artificiale

di Mariangela Melato su Smemoranda 1986 - Amore

Che problema, il bacio al cinema. Non fuori, ma dentro lo schermo, intendo. Premetto che non ne ho dati molti, perché preferisco quelli veri, della vita, anche con tutte le loro incognite. Nei film, parlo ora come attrice, ci sono baci e baci, quelli piacevoli e quelli di punizione, dipende naturalmente dal partner. L'attore italiano, quando bacia, tende a mostrare tutta la sua virilità, tutto il suo perenne "machismo", e quindi giù a tentare con la lingua, per far vedere che a lui piace sempre e comunque, anche quando l'evidenza e l'esperienza mostrano il contrario. In America è tutta un'altra cosa. Si bacia, in versione celluloide, con il bacio del tipo bocca a bocca, molto ordinato, molto asettico, molto professionale, né più né meno che un esercizio di respirazione artificiale. Per un'attrice, che in fondo i baci li dà per mestiere, quando copione comanda, è difficile far classifiche. Il bacio migliore che ho dato sullo schermo me lo ricordo però molto bene, perché era un bacio vero che veniva dal profondo, e non dico con chi; quello peggiore, ugualmente mi è rimasto in mente molto bene, con grande precisione: è quello dato a un popolare attore italiano che, prima della scena, usava passarsi e ripassarsi l'alito col mentolo. Beh, poi, a pensarci, ci sono i molti baci scambiati con Giancarlo Giannini, e lì era una cosa ancora diversa. Perché soprattutto si rideva, in quanto con Giancarlo siamo amici, e quindi i nostri smack smack erano veri e affettuosi, ma non d'amore naturalmente, ed esulavano così dalle classificazioni rigide. Con Giannini si scherzava, ci si divertiva: abbiamo pensato tante volte per esempio, al problema dell'incrocio dei nasi nel momento culminante del bacio, problema famoso per chi studia la materia, ma ancora più fastidioso per chi deve baciarsi per ragioni di lavoro e magari stare contemporaneamente attento al ciak del regista, al sorriso del compagno, all'alito che deve essere in ordine, all'entusiasmo che deve sembrare ma non essere erotico. L'unica soluzione è baciarsi, nei film, con il massimo della professionalità, regola che del resto vale per ogni aspetto del nostro lavoro. Farlo con passione, tenendo presente che è una passione particolare, che deve essere vera e finta contemporaneamente. Mica facile. Vorrei vedere voi.  

Advertisement