I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi e a renderli il più possibile efficienti e semplici da utilizzare. Utilizzando tali servizi e navigando i nostri siti, accetti implicitamente il nostro utilizzo dei cookie. Per maggiori informazioni sui dati registrati dai cookie, si prega di consultare la nostra Cookie Policy.

Accetto

oggi voglio

Finché non appare la parola 'fine'

di Maurizio Porro su Smemoranda 1986 - Amore

L'amore al cinema è il cinema: la luce che viene lentamente soppiantata dal buio, quel buio che ci promette ogni due ore un'altra realtà che assomiglia al sogno ma si nutre dell'amore per la realtà, e quindi per la vita. Amore è il cinema perché ci permette di osservare e capire cose e uomini in movimento, figure che appartengono alla nostra immaginazione, fanno lo slalom tra il cuore e il cervello, pungolano il tasso di emotività che c'è in ciascuno di noi. È amore ricostruire una storia, piccola o grande che sia, sullo schermo; è amore trasmetterla agli altri attraverso il mezzo della luce, cioè il cinema; è amore far da spettatore al film in mezzo ad altri che non sappiamo chi siano ma che una stessa scelta rende, per due ore, amici; è amore chiudersi in una sala buia abbandonati al fascino di un mezzo meccanico (oggi si dice anche delle alte tecnologie, ma il discorso non cambia), senza la retorica dell'uomo che parla direttamente all'altro uomo in platea. È amore per la vita scegliere di sequestrarsi due ore in compagnia della finzione del cinema che racconta del passato, del presente e del futuro facendoci fare facili e morbidi Flash back o Flash towards. È amore parlare della vita attraverso la celluloide (anche se oggi sono nastri, non fa niente), dire delle passioni umane, delle cose delle giornate qualunque e delle giornate particolari; partire, quando la luce scende, verso un viaggio che non sappiamo dove finirà e che ci può riservare sorprese, scosse, risate, lacrime. Insomma, emozioni. È amore il cinema come scelta, guardare il proprio vicino cercando di sintonizzarci su una stessa linea d'onda. È amore l'architettura del cinema, quelle belle sale di una volta, ma anche quelle belle sale di periferia con la poltroncina di legno che scricchiola e i bambini che girano intorno allo schermo durante gli intervalli, inseguendo il gelataio. È amore buio e completo, che ricomincia uguale e sempre diverso a se stesso a distanza di due ore. Forse è bello un sogno in cui si resta rinchiusi in una sala cinematografica e non si può più uscire, come se la finzione fosse l'unica sorgente, nella non contraddizione e nell'armonia di un film: che è - come diceva il grande Truffaut, uomo di amore oltre che di cinema - un treno che fila via diretto nella notte. Una notte che ci comprende tutti finché non appare la parola fine che per un attimo ci mette addosso una profonda infelicità.

Advertisement