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Gialdo

di Marina Terragni su Smemoranda 1985 - Giallo

Gialdo: dicono a Milano. Non giallo. Gialdo è sicuramente più palpido. È smorto. Potrebbe essere il nome di uno della mala, ma quella di una volta. La ugera. Il Gialdo della Vetra. Uno che non parla mai, è magro, tiene sempre le mani in tasca e sputa, sputa, perché è malato di polmoni. "Hai sentito, che è morto il Gialdo?" Se ne sono accorti per il gatto, che urlava perché era rimasto chiuso dentro. Il sole di Milano è gialdo, così gialdo che spesso lo puoi guardare fisso, senza che ti faccia male. Erano gialdi i ceci, messi a mollo nei mastelli fuori dalle salumerie, il giorno dei morti. Gialdi per non offendere, in mezzo al grigio del cielo, dei muri e dell'asfalto, in un giorno tanto triste. Non è per buttar giù. Ma in quei giorni è gialdo anche il pan de mej, e ci sono anche i mejni a S. Ambrogio. Il mais conferisce la tonalità tra il grigio e giallino. Eliminato il calore degli ori. I cachi, d'inverno, sono arancione carico, a onor del vero. Ma aura per poco; e i milanesi sono diffidenti dei cachi indigeni: li guardano, un po' straniti, penzolare dai rami bruni, e li lasciano beccare dai merli. C'è il rosa ligure; e il gialdo lombardo. Ci ridipingono le facciate delle case ringhiera, prima di rivenderle 1-2-3 locali liberi e occupati. Tutte gialdine, con gli infissi morrò, fatte salve le madonnine delle corti, a cui si lascia il ricordo di un velo azzurro, dietro i fiori di plastica. Cosa è più gialdo delle acque dei navigli? Forse l'afa di luglio: quello sarebbe il suo colore, se ne avesse uno. E il cielo illuminato a giorno sui binari morti di Greco, la notte: di incomparabile bellezza. Ferreri che gli ha preferito le periferie parigine, ma si è sbagliato. Piacerebbe anche a Wim Wenders, se fosse rimasto un tedesco. C'entra anche l'amore, col gialdo: lo sanno gli innamorati di Sesto S. Giovanni, che si promettono improbabili eternità ispirati dalla gialdissima luminescenza delle colate della Folk. Il giallo carico della gelosia mediterranea langue nel senapino di una più padana malinconia, senza parossismi, verso il gialdo amnesia. Come lo zafferano, carico di aroma e giallità, che impallidisce alla presenza del riso e quando vede i funghi muore. Resistono i tassi nella fiumana di metallo: è per farsi vedere, salvo poi adeguarsi e rivestirsi di un elegante pulviscolo di piombo. Cosa in comune tra il gialdo busta commerciale e il giallo festoso delle ginestre in fiore? Chi ci prova, dura poco, come i succitati cachi e le forsizie, eccessi di primavera: che, per far dispetto, non viene più. Be', gialla è la polenta. Ma è roba d'importazione, non fa testo.

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