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oggi voglio

Sotto la buccia

di Paolo Guzzanti su Smemoranda 1985 - Giallo

Giallo? Pompelmo. Basta col giallo-limone. Se mi hanno pagato le multinazionali per dirlo, gridarlo con forza? Yes. Ma pagano poco. Pagava meglio la Cia, prima che chiudesse le iscrizioni. Il Mossad. invece, il servitore segreto israeliano che controlla la produzione di pompelmi di Jaffa, paga con avarizia. Il Kgb non è un buon padrone: rifiuta di saldare in dollari e frega sul cambio in Jeans. I servizi segreti sono i più gialli di tutti. Più dei pompelmi ma se io ho deciso di fare di tutta la verità sul tondo agrume (anche le arance, per non dire dei limoni, sono talvolta a pera) è perché ci sono ragioni private e personali ad indurmi. Direte voi: e che ci frega delle tue ragioni private e personali? Vedete come siete? Una volta giuravate tutti che il personale è politico. Adesso vi rifugiate nel privato-privato, che è padre e figlio (Freud? Dio?) dell'iniziativa privata e, appunto, delle multinazionali tenebrose come il fondo dei pantaloni. Adesso vi dico. Ogni mattina sbucciavo un pompelmo e lo mangiavo così, senza spremerlo, proprio come si mangia un'arancia. Questo accadeva finché lei faceva colazione con me. Da quando faccio colazione da solo perché è tornata da suo padre, non sbuccio più pompelmi. Quando sbucciavo pompelmi godevo del tenue mantello bianco e soffice che si nasconde sotto il giallo perentorio della buccia. Un bianco tessuto come la seta, ingannevole e protettivo, che serve per mascherare l'agre realtà (oh! l'agre realtà! Ma non si dice agra?), l'agre realtà del frutto punitivo e dietetico. Lei non mangiava pompelmi, se proprio lo volete sapere. Inoltre io bevevo caffè freddo anche d'inverno. Per questo mi lasciò. A lei il caffè piace caldo. E anche il latte. Però le piacevano piattini e tazze di porcellana su tovaglia di lino, candida. I pompelmi, l'avrete già capito, spiccavano come la verità in persona. Non tutti amano la verità in persona. Non tutti amano la verità e quindi neppure i pompelmi. Se ne andò in una mattina di gennaio e io versai molto caffè sulla tovaglia. Scagliai pompelmi dalla finestra, sulla grande magnolia del cortile. Il giallo dominò, ma brevemente. L'inverno incalzava, la primavera dovette soccombere e non venne. Sparì e rimase caffè di seconda scelta. Anche la vita talvolta è di seconda scelta. Ma non i pompelmi che, per essere venduti sul mercato internazionale, devono avere quelle precise dimensioni. Altrimenti la macchina non li impacca. Questa, ragazzi, è la verità e so che avreste preferito non saperla. Ma avevo promesso di divulgarla se l'amore fosse stato assassinato, insieme a tutti i documenti relativi. Ecco fatto. Adesso attendo la mia sorte... Sento passi sulle scale. Sono loro. Gli agenti della cospirazione che salgono con le piccole mitragliette. Li attendo in poltrona. Al buio. Ho una cassa di munizioni. Pompelmi farciti di tritolo. Soccomberò difendendomi. Accarezzo il giallo rugoso. Sapevo che questa sarebbe stata la fine. Ma periremo con dignità. Non ci avranno.

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