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Chi la fa l'aspetti

di Enzo Gentile su Smemoranda 1984 - Made in Italy

Brutta categoria quella dei critici musicali, malfidenti, sprezzanti, dottorini acidi che se la prendono con tutti e con tutto: per una volta, mi hanno detto, fai a meno di accalorarti per un disco così così, non accanirti con poveri giovani in cerca di lavoro, tu che sei esperto di copertine (capirai! Come dire l'esperto in acqua calda, mica c'è una cattedra all'Università di Tubinga; quella mostriciattolo dell'anno scorso si era fatta alla buona) trova qualche bella illustrazione per la smemoranda, intanto i compagni tra una pagina e l'altra, mentre segnano compiti e risultati del torneo interno di Risiko, si rifanno la vista. Macché, stavolta ho pensato, metto sia il peccato, sia il peccatore, ossia quei dischi che proprio non mi sono mai andati giù, chiamati per nome e fotografati tanto per essere esposti sulla pubblica piazza. Ma quanti ne scelgo, per non esagerare e riempire seguendo l'istinto, un volumetto tipo 'pagine gialle' tutto carico di vergogne? Ho pensato tre, una classifica prestigiosa, da finale olimpica del peggio in assoluto, ma poi temendo di tralasciare troppi meritevoli a figurare ho rinunciato, sette andava bene, c'entravano anche i sette vizi capitali (uno per ogni disco e la citazione religiosa avrebbe fatto felice anche Olmi. A proposito, studente, Cammina-cammina che la scuola è lunga, gli esami non finiscono mai, non si finisce mai d'imparare e la storia è maestra di vita) ma gli equivoci con i Sette samurai e il gioco di doppi sensi con i Magnifici sette sarebbe stato ignobile, e allora fermiamoci ai classici dieci, modello hit-parade, senza pensare ai Comandamenti, perché al sesto posto, per Non commettere atti (in musica e grafica, s'intende) si sarebbe verificato un affollamento riminese. Alla fine ho deciso per il ovvero tre volte tre. Per arrivare alla selezione, comunque, uno strazio, con un sacco di corpicini, di copertine rimaste sul campo, un sacco di confezioni davvero squallide, dimenticate per motivi di spazio. Insamma, la musica spesso è scadente, c'è gente che canta male e suona peggio, ma a guardarla in faccia non ci si rincuora davvero. Immagini uggiose, tristi, maldestre, da dilettanti allo sbaraglio, ce ne sono tante, qui si espone solo un campionario di quelle nefandezze, quasi a dimostrare che le disgrazie non vanno mai da sole. Non c'è classifica, tutti sono a pari merito, così che se in classe vi vien voglia dì fare il gioco della torre avete la mia approvazione a buttarli giù tutti e dieci (e considerate che alle loro spalle preme una folla di pretendenti, con prodotti altrettanto modesti). Per rincuorarsi un vecchio adagio: II peggio deve sempre venire. Mica detto, provare (a guardare e a ascoltare) per credere. Dischi che insomma non vedrete mai in una vetrina che si rispetti e se capitasse, beh, allora potete piazzare sul comodino della vostra cameretta una bella foto a colori di Alvaro Vitali, l'impareggiato Pierino, tanto per iniziare bene la giornata. Con roba del genere ci si può dare all'ippica? Chissà, noi intanto abbiamo toccato il fondo e il vaso del cattivo gusto, altro che goccia, ha traboccato generosamente. Contenti? O no? GUIDA RAGIONATA AL MUSEO DEGLI ORRORI ADRIANO PAPPALARDO - Non mi lasciare mai: Quando si dice mancare di ironia: con una tale fotografia il titolo del disco non suona niente bene. E poi quella tutina da Mazinga fuori età?! Come dare torto al vecchio Bartali? È tutto sbagliato, è tutto da rifare (Pappalardo). GORAN KUZMINAC - Ehi ci stai: Ecco un altro titolo tradisce chiaramente una considerazione di sé maestosa, sin troppo narcisista. Ma insomma, Kuzminac ibernato, un po' Fogar e un po' mago Zurlì, diciamolo francamente, chi potrebbe mai incantare. No, non ci sto. MASSIMO MORANTE - Corpo a corpo: Un bel tomo davvero, il signorino: esce dalla scuderia di Renato Zero (un sorcino dunque?) che gli scrive qualche pezzo e gli da la benedizione. Ha lo sguardo blando e assente del pugile suonato. Ma allora c'è già qualcuno che gli ha menato. GLI INCESTI - Ecco: gli Incesti: Finalmente un disco edificante, per famiglie, i buoni sentimenti che trionfano, canzoni che si potrebbero ascoltare nell'ora di educazione civica. Apparsi e scomparsi, inghiottiti dalle viscere. Notizie certe dicono che comunque nessuno li ha mai rimpianti. Neppure babbo e mammà. SCHOLA CANTORUM - II mondo in tasca: Potrebbe essere un ombelico celebre, una pancia d'autore, il famoso ombelico del mondo, ma le note di copertina non chiariscono. Più che a un disco si addice a una campagna promozionale del confetto Falqui, sì, quello al dolce sapore di frutta, o ai prodotti del Dr. Gibaud. DECIBEL - Decibel: Gran bella idea, quella di stipare intorno al simbolo elegante e finissimo del gruppo (in alto a sinistra) simboli e personaggi tanto vari, la storia del mondo in una copertina, o quasi. E poi una bella svastica, buttata lì come l'origano sulla pizza. Ma vero o è falso? ROMANO VIII - Re del rock and roll: L'espressione è suadente, di chi la sa lunga, meglio per lui. Ma per i re, vecchi e nuovi sono tempi duri, non c'è pace tra gli ulivi. Dovesse andare in tournée all'estero lo farebbero mai tornare indietro? Go home! VANADIUM - A race whit the devil: Sicuramente qualche anno fa ci sarebbe stato più di un questurino pronto a arrestarvi con questo disco per porto dâarma impropria. I tempi sono cambiati, ma il reato resi un limite a tutto. Come si diceva una volta, nulla resterà impunito. AA.VV. - Dance ginnastica con Sofia: Non conosciamo la signorina e forse è un peccato, ma perché dopo il tedio di lezioni di ginnastica radiofonica, bisognerebbe comprare un disco? Si rivendica il diritto alla pigrizia, alla cellulite, all'ozio, all'adipe. A quando lâagopuntura per telefono? Morale finale (o pensierino della sera): Si lamentano della diffusione di registrazioni domestiche. Per forza, almeno così si rifuggono le copertine e uno non rischia di incocciare a ogni momento in una pancia pelosa e nello stemmone dei novantanoviani. Facile poi rimpiangere i Beatles, no, mica per la musica, ma per quella copertina tutta bianca che non dava fastidio a nessuno, lo intanto vendo tutto e mi ritiro, e poi li boccio tutti quei copertinari da serie C, altro che il sei politico, perché "Errare humanum est, perseverare diabolicum..." In fede

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