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Are you italian?

di Sergio Fantoni su Smemoranda 1984 - Made in Italy

Ahhh... you are italian? A prima vista poteva sembrare una semplice e cortese risposta a una mia precedente affermazione. Ma quell'ahhh...! così modulato, ricco di vibrazioni finemente allusive, per quanto ancora misteriose, mi mise in sospetto. E così quel leggero ma sensibile abbassamento di tono sulla sillaba "ta" di italian, accompagnato da uno strano sorriso tra il sorpreso e il soddisfatto simile a quello che ci coglie di fronte a una specie animale tanto famosa quanto sconosciuta. La fronte aggrottata verso l'alto esprimeva una stupefatta gratitudine verso un destino benevolo. Per non parlare di quel lampo torbido nel fondo dell'occhio sinistro, specchio del cuore e di intimi segreti, subito cancellato dal calare languido di una palpebra tremante. La bocca si richiuse appena dopo l'ahhh... su due labbra leggermente turgide. Il naso inspirò profondamente ossigeno, lo trattenne profondo, espirandone i resti lentamente con un sibilo voluttuoso. Anche la testa seguì questa complessa manovra espressiva del volto inclinandosi dì lato, abbandonato un po' all'indietro, in un atteggiamento di resa compiaciuta, mentre i capelli assecondavano il suo movimento con un contromovimento lento e sensuale. La mano destra mi venne incontro a mezz'aria con un tacito desiderio di essere raccolta sollevata, e portata alle labbra, ma anche pronta a serrare la mia in una calda stretta per essere subito raggiunta dalla sinistra quasi a impedire una improbabile fuga. Confuso, non trovai di meglio che iterare la mia prima ammissione: "jes, I am Italian! From Rome" aggiunsi. È stato così che ho appreso l'importanza di essere un uomo made in Italy.

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