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Ossesso - intervista a Natalia Aspesi

di Silvia Palombi su Smemoranda 1984 - Made in Italy

Natalia Aspesi - Non farmi dire parolacce! Silvia - Ma figurati! Dunque il tema è 'sesso made in Italy'. n.a. - sesso made in Italy cosa vuol dire? s.  sesso made in Italy vuol dire italiota: la tragedia di quest'uomo che è... n.a. - non farmi dire che vive solo per... per il suo... insomma, perché non è neanche vero. D'altra parte io capisco, perché è un oggetto di cui non possono dimenticarsi. s. ö è lâunica cosa di cui non si dimenticano! n.a. - sì, questa cosa mi continua a stupire: l'importanza incredibile che gli uomini danno a... al loro sesso. Che d'altra parte è comprensibile dato che è come avere il mal di denti: se hai il mal di denti ce l'hai, senti che ti fan male i denti, quindi immagino che essere un uomo vuol dire non prescindere da questa cosa che... s. - sì, infatti è tutto concentrato lì. n.a. - lì, ecco. E allora è questo secondo me che rende gli uomini poco comprensibili alle donne, o viceversa. s. - e poco comprensivi nei confronti di. n.a - sì, infatti, però se mi immedesimo, questo fardello che portano con sé, mi rendo conto dell'importanza che ha per loro, e quindi penso che sì, bisogna capirli poveri... s. - quindi tu giustifichi il fatto che sia tutto concentrato lì? n.a. - no non lo giustifico, lo capisco. s. - senti, ma questi mandrilloni convinti di essere un concentrato di sesso italiano? n.a. - io penso che un po' se lo raccontino, non so se sono proprio sicuri di sé. s. - sai io ho degli amici di educazione non italiana, anzi non italiota, ma nordica, beh è tutta un'altra dimensione. n.a. - pare che tra l'altro i cosiddetti nordici, che gli italiani considerano freddi, siano invece degli amatori ottimi perché proprio più distaccati, e quindi quando si innamorano è una cosa... s. - più ampia! n.a. - diciamo più ampia. s. - non concentrata... n.a. - lì! ecco, non concentrata! io penso veramente che si tratta di insicurezza da parte degli uomini, questa concentrazione, io penso che quelli che tu chiami gli italioti siano proprio molto insicuri. Non so poi quanti ce n'è ancora che cerchino di andare a letto con tante donne, mi sembra che ci sia una grande ricerca e bisogno di fedeltà da parte degli uomini. s. - sì, fedeltà da parte delle loro donne però. n.a. - no, ma anche loro; cioè ho l'impressione che quando un uomo ha raggiunto la maturità sessuale, quando è contento di sé, scopre questa grande cosa, che l'amore è più bello se matura con la stessa persona, è una scoperta che quando un uomo la fa si trova molto meglio, certo ci dev'essere un'intesa perfetta... chi continua ad andare a letto con tutte le donne è lo stesso come la cosiddetta ninfomane, figura molto probabilmente inventata: non è mai soddisfatto, non gli piace mai! perché forse in realtà non gli piace il sesso, e ogni volta cerca questo famoso piacere che gli han raccontato che bisogna provare, e allora cambia in continuazione. s. - invece di dedicarsi a una vita contemplativa... n.a. - sì, continua, lo credo che la vera maturità sessuale nell'uomo sia appunto nella fedeltà o nell'indifferenza. s. - cioè nel non praticare più? n.a. - sì, ma dipende anche molto da come si mettono le donne nei loro confronti. Mi ricordo, quando ero molto giovane, che avevo paura degli uomini per l'educazione che avevo ricevuto; avendo io paura, loro mi saltavan sempre addosso. Penso che fosse una conseguenza dell'idea "questa qui è una fragile..." eccetera. Poi quando sei più sicura di te, più indifferente, io ho l'impressione che loro lo sentano... probabilmente subiscono una educazione ancora più costrittiva di quella delle donne. s. - sì, la mamma italiana comincia a pensare in celeste già dopo la prima ecografia. n.a. - ecco, appunto. Questo fatto di dover a tutti i costi conquistar delle donne mi sembra intanto un peso, una fatica e una noia a cui ti dico, secondo me motti uomini soprattutto intelligenti, e liberi, si stanno sottraendo, lo i giovani non li conosco, però penso che forse sono... credo più indifferenti. Anche se la maggior parte ha lo stesso problema che avevano gli uomini che adesso sono adulti, e cioè l'incapacità totale di rendersi conto di che cos'è una donna, di cosa vuole una donna. Perché io li sento parlare... "ho scopato, ho scopato" grevi, però se tu gli chiedi 'cosa hai fatto?' 'ma tu pensi che lei...?' "eh figurati, certo, le piaceva moltissimo" 'ma perché, cosa ha fatto?' "eh. c'è stata no?" s. - sì, non sanno tradurre. n.a. - no, poi hanno paura, secondo me è vero che gli uomini hanno tanta paura del sesso femminile, una paura terribile, perché non si sa quando una è contenta, quando no, quando e perché fa finta. Secondo me è quello il potere delle donne, il vero potere delle donne mi dispiace ma è proprio tuttora nel sesso. s. - e questi imbecilli per i quali devi fare la fatica di far finta di non volerli, non cercarli perché loro ti cerchino? n.a. - eh... ma vedi, io dico questo, se esiste un gioco facciamolo! Quando praticavo ideologicamente veramente il femminismo, c'erano alcune cose che non capivo, ed era appunto il fatto che non si giocava più, non potevi metterti una mutanda un po'... s. - una mutanda coi cuori? n.a. - ecco, coi cuori, o una giarrettiera! no, non si poteva. Ma perché, ma se si gioca col trenino perché non si deve giocare con la giarrettiera? Capisci cosa voglio dire? cioè io trovo che se esistono delle regole un gioco, per di più così facile, così semplice, più della briscola più facile che rubamazzetto, e questo fa sì che un uomo ti veda come la madonna... ma giochiamo! s. ö infatti! giochiamo subito! invece noi, ti dico noi per dire le donne femministe anche più giovani di me, di una generazione in meno, prendevano il sesso in maniera un po' tetra, cioè pensavano al sesso come a qualche cosa un po' militaresca. Anche il fatto di non legarsi a un uomo ma di avere molte esperienze alla fine diventava come una corvée, come lavare i gabinetti in caserma, cioè "bisognava"; penso che invece ci sono delle cose che siccome hanno sempre portato vantaggio alle donne, per esempio la ripulsa, il gioco, il piccolo inganno, non si vede perché no. Siccome le nostre bisnonne hanno vissuto, si sono salvate e si sono fatte mantenere e amare e adorare con questi piccoli giochi, noi che sappiamo molte più cose· s. - giochiamo meglio? n.a. - ma sì, dai, giochiamo un po'. s. - Natalia tu sei gelosa? n.a. - moltissimo! in modo travolgente. Andiamo in ordine, bisogna imparare tutto: intanto secondo me bisognerebbe leggere sempre romanzi rosa perché insegnano tutto, sono i veri galatei della vita altro che Thomas Mann o Elias Canetti eccetera, s. - come!? Liala? n.a. - anche Judith Krantz, anche più moderni capisci, però rosa, insegna a vivere, lo credevo appunto che guai, vergogna! invece da quando ho cominciato a far scenate tremende quali buttare borsette in mezzo alla strada obbligando l'uomo a tirar su tutti i pezzi della borsetta rovesciata, da quando ho dato botte, schiaffi... tutte le mie amiche che picchiano i loro uomini per gelosia sono adorate oltre che non cornute! quindi botte! s. - anch'io ero convinta che invece non si dovesse. n.a. - no, una vera signora "tu sei libero di fare quello che vuoi, caro!" (con birignao n.d.r.) e invece pescivendole! s. - ma l'amore non ti annoia? n.a. - il legame mi annoia io penso che volersi bene non obbliga a stare sempre insieme, io una serata in casa da sola... probabilmente se dovessi farne cento di seguito morirei, ma una sera alla settimana da sola per me fa parte della mia maturazione; solo che non sempre sì riesce perché appunto sembra che tu faccia un gesto sgarbato, sembra che chissà dici che stai sola e invece chissà cosa fai... s. - sì, infatti, ho passato una serata con un vecchio amico "ci sei andata anche a letto, già che c'eri..." ma perché, che palle! n.a. - ma perché sono tutti così? s. - perché si sentono l'ombelico del mondo e hanno bisogno di essere confermati e riconfermati continuamente. n.a. - però io trovo che se non ti impunti su nulla, se ti ammorbidisci su mille cose, con questo non vuoi mica dire adattarsi, solo ammorbidirsi, in fondo si ottiene un equilibrio fra i tuoi desideri... s. - sì, ma non deve essere un nevrotico. n.a. - ah, ogni qual volta che ho incontrato un uomo che incominciava a raccontarmi i turbamenti del suo animo l'ho lasciato dopo mezz'ora perché non mi interessava, ma minimamente il turbamento dell'anima! s. - ma c'è anche il nevrotico che non si turba nell'anima ma si turba nel corpo: lavoro, sport, affanno di occupare le ore libere... n.a. - io mi ricordo, sai ormai poi ho anche l'arteriosclerosi quindi ho dei ricordi un po' vaghi! anni fa nella nebbia dei tempi ho amato un rompiballe e lo amavo proprio perché mi rompeva le balle; rompendomi le balle credevo che fosse un genio, fin quando non mi sono accorta che era soltanto scemo, che i suoi silenzi nascevano dalla scemenza, non dalla profonda intelligenza! s. - so cosa vuoi dire, quei silenzi non nascondono niente, tragicamente! te ne accorgi sempre un attimo troppo tardi però! n.a. - però meno male, che contenta; sì tardi perché bene o male ci hai sofferto, poi ti senti un verme, ti han fatto venire i complessi di colpa, hai fatto soffrire, e invece è solo uno stronzo; io trovo che bisogna essere capaci di distinguere se non subito almeno dopo un po' le persone che ti rovinan la vita. s. - e come fai a non innamorarti? io mi innamoro· n.a. - non puoi innamorarti, cioè ti puoi innamorare perché proprio ti innamora il fastidio, però quando ti accorgi che questo fastidio può rovinarti la vita no grazie! e poi forse in fondo io preferisco far da mangiare, fare le torte, coltivare le rose... s. - torniamo alla coppia. Va superato il concetto di indivisibilità? n.a. - sì, per carità, non perché devi andare con altre donne, altri uomini, ma perché devi poter dire io stasera esco con due amiche, due amici, con cui andiamo a cena per chiacchierare senza i nostri uomini (o le nostre donne) che fra di loro magari non hanno niente da dirsi. Io quando vado al ristorante e vedo quelle tavolate di coppie, sei, otto coppie che alla fine non fanno che parlare dei loro vestiti e delle loro partite a tennis mi vien la morte. Io non voglio far parte di una coppia. La coppia è una istituzione... s. - in decadimento? n.a. - sì, secondo me fastidiosa anche, perché essere i due non vuoi dire essere una coppia, essere una coppia è una cosa che ti lega, una catena, bisogna fare tutto insieme, tutto sempre in due. Invece essere in due è molto più bello, è diverso. s. - ma l'italiota lo tollera tutto ciò? n.a. - lo tollera se gli fa comodo, se non è innamorato, se invece è innamorato lo tollera poco, però si ottiene anche di farglielo tollerare. Resta il fatto che tutti questi sono discorsi da zitella. s. - zitella convinta! Siamo zitelle d'assalto quindi· n.a. - ma sta' zitta, ti conosco, altro che sesso made in Italy e maschio italiota, con quegli occhi tu sei una scema degli anni sessanta che farà in tempo a sfornare trenta figli...

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