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Garibaldi da Vinci

di Federico Pedrocchi su Smemoranda 1983 - Garibaldi

Garibaldi è nato in un paesino sulla costa tirreno-adriatica tra Nizza e Pola. Con alcune puntate nell'interno. Corto di busto surrogò con spedizioni liberatorie nel ramo insurrezionale piazzando diversi colpacci e succhiandosi una fama discreta anche all'estero. Ricercato, tornò in Italia da dove, ricercato, tornò all'estero dove, inseguito, tornò in Italia ma, perseguitato, rifugiò all'estero. Garibaldi è l'inventore della "scenataccia al doganiere"; fu il primo a dire: "Tu il passaporto te lo ficchi nel... che io adesso vado di là e se mi segui ti spacco". Pieno di debiti per aver comprato una sciabola con l'elsa in platino si buttò sulle ginocchio di Anita urlandole in pancia: "Possibile che per un momento di sbandamento debba chiudere il ramo insurrezionale?!". Con gli occhi in lacrime per le vibrazioni indotte dall'urlo sui fasci muscolari, Anita trovò la forza di rispondere: "Gary, facciamo un film; 70 mm., sensorround, con un migliaio di comparse; un anno di lavoro, lo pompiamo in prima visione e ci gonfiarne di testoni". Garibaldi è l'inventore del piano sequenza e della moviola. Mentre Anita moriva per le vibrazioni, Garibaldi radunava a Quarto la troupe. È notte; Giuseppe, dietro la macchina, urla: "Allora li spariamo o no questi fari!"; Buio; le comparse sono già imbarcate: "Merda! I fari! Voglio un diecimila sullo scoglio!". Silenzio; anzi, no, c'è uno scricchiolio di fasciami, il Lombardo prende il largo: "Dottò, s'è sganciata la gomena"; "Lombardiani fottuti - tuona Gary - adesso vi faccio vedere io". Garibaldi è l'inventore del siluro, ma il sistema di puntamento lo perfeziona soltanto a Caprera. Il sigaro micidiale manca il Lombardo, mentre il Piemonte è già fuori portata. Le navi puntano al sud. Giuseppe prende un treno per Marsala. Garibaldi è l'inventore della cuccetta di seconda a sei posti, del ferry-boat e della corrente craxiana di Reggio Calabria; fonda la Tirrenia e si fa portare al di là dello stretto. Decide di intitolare il film "L'affondamento dei mille"; mina tutto il porto di Marsala e sistema sui moli quattro macchine da presa. L'intenzione era di filmare da quattro angolazioni diverse e lavorare poi in montaggio con la moviola. Una moviola professionale costa 50/60 milioni. Quando il Lombardo è in vista della imboccatura del porto Garibaldi si accorge che la moviola è imbragata da un argano che la tiene sospesa sull'acqua davanti alla prua. Dalla nave: "Generaleee! O te tu togli le minazze dal porto e noi si sbarca, o ti si butta il gingillino ai pesci". Garibaldi è l'inventore del pneuma toracico. Corto di busto il generale si insacca con una pressione di cinque atmosfere sibilando fumo da sotto le unghie; poi ordina alla troupe di ritirarsi. Garibaldi è l'inventore del bibombola e dell'erogatore Aquilon. Per tutta la notte dell'11 maggio disinnescò mine nel porto di Marsala; appena il tempo di mettere a punto le prime tecniche di chirurgia cranica e il generale viene tirato a riva con un principio di embolia. I lombardiani sbarcano. Accecati da un atteggiamento di corrente che non punta alla costruzione di un ruolo autonomo per una politica delle alternanze, i lombardiani espropriano la Jeans West di Calatafimi e ne escono gonfi di casacche rosse. Giuseppe è uno straccio. Lui voleva portare il film a Venezia (Garibaldi, insieme a Renoir, è il creatore del festival cinematografico); adesso non c'è più tempo. Forse c'è spazio per un documentario "verità"!. O.K., si presenta al leader dei lombardiani e spara: "Facciamo un accordo fino a Roma, poi lì ognuno fa il cazzo che gli pare. Però io filmo tutto e dico dove deve mettersi la gente". Si perviene all'apertura di una fase negoziale. L'intesa arriva: 15% sugli incassi delle prime e proseguimento prime. II gruppazzo vuole raggiungere subito Messina, ma Garibaldi ha bisogno di pellicola e questa si trova solo a Palermo. Tre giorni di battaglia ed entrano in città. Garibaldi è l'inventore del grandangolo (lo zoom appartiene sempre al periodo di Caprera); quando attraversano lo stretto Giuseppe inquadra tutte e due le sponde e gira 7000 metri di film, no sproposito. Nuova deviazione su Napoli per caricare altra pellicola. Adesso ai lombardiani gli girano: dritti a Roma senza storie. Ma il generale in fondo è soddisfatto: il materiale c'è. Arriva uno e dice che il presidente della Distribuzioni Savoia, Vittorio, vuole parlargli; lo aspetta a Teano. Lui va e quello parla chiaro; se vuole distribuire il film da Roma in su il documentario verità se lo può attaccare. Tagli, rimonti, rigiri; si sbatta, insomma, ma ci vuole altra roba. II titolo c'è già e non si discute: "Alla Giusy di Milazzo Gary e i mille han fatto il mazzo". Assolutamente inaccettabile. Garibaldi sfascia la macchina da presa e va a Caprera, Qui, il 10 dicembre del 1860, presiede il primo convegno nazionale dei circoli cinematografici ARCI. II giorno dopo perfeziona il sistema di puntamento per siluri, traccia lo schema di uno zoom 70/2000; verso sera annota nel suo diario i primi cenni di una ipotesi di riforma istituzionale. Sullo stesso foglio, in margine, appaiono alcuni schizzi del rivestimento termico dello Shuttle.

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