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Garibaldi 101

di Gino&Michele su Smemoranda 1983 - Garibaldi

Garibaldi, perché. Perché i cinquant'anni degli Anni Trenta è stato già fatto, e così i venticinque anni di Carosello, i dieci anni del Sessantotto e i 5 anni della Smemoranda. E rimanendo solo il buon Peppino in ballottaggio con i cento anni di Darwin, non era certo la stessa cosa fare dei biscotti intitolandoli al citopiteco o un trinciato misto marca "Evoluzione". E poi Anita non ha mai letto "Congo" e Craxi ha coerentemente sempre rifiutato mostre e dibattiti dell'Orango. Garibaldi, perché. Perché Mazzini è troppo inglese. Bixio troppo tedesco, Cavour troppo francese. E quanto al re, i suoi biscotti lui li ha già avuti, che di savoiardi nei budini della nostra infanzia ce ne hanno rifilati talmente tanti, a noi italiani, che quando è stato il momento abbiamo fatto andar su la Repubblica. Garibaldi, perché. Perché è la rivincita irrinunciabile di tutte le volte che al liceo abbiamo confuso Curtatone e Montanara con Eurialo e Niso, quando il compagno del primo banco ci suggeriva apposta sbagliato, confondendo Marsala con Anzio, così che la Spigolatrice di Sapri la si scambiava con la Ragazza di Bube e il generale Radetzky veniva costretto a fuggire in Germania, dal Celio, nel doppio fondo di una volkswagen, perdendo clamorosamente la finalissima e convincendo perfino Pelé che Bruno Conti è il migliore, e che il tricolore non è più solo un'opinione. Garibaldi, perché. Perché da questo ritorno del tricolore, appunto, possa trame un po' di giovamento anche lui, magari presentandosi al bis con la maglia numero 20, che se Paolo Rossi ha saputo sfondare le reti del Brasile, in fondo la Breccia di Porta Pia non è cosa da sottovalutare, tenuto anche conto degli infortunati Toti e Maroncelli, che abbiamo potuto impiegare soltanto nella fase eliminatoria. Garibaldi, perché. Perché 101 ci ricorda tanto la carica, e Disneyland, e gli sponsor dei Rolling Stones, e la frequenza di Radio Calatafimi, e i superstiti dei Mille, e gli iscritti di Zanone, e gli anni di Pertini, e le presenze di Zoff, e le presidenze dei socialisti, e le misure della Belli. E i centenari del senno di poi. Appunto.

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