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Garibaldi regolare

di Livia Cerini su Smemoranda 1983 - Garibaldi

La mia bisnonna era amica della mamma di Garibaldi che le ha rubato il fidanzato che poi è diventato il papa dell'eroe. Lei ha sposato un altro e ha fatto un bambino che è rimasto contadino. Frustrazione doppio cosmica e così nella mia famiglia si è tramandato uno sputtanamento livello Novella 2000 sulle origini del Giuseppe: uno poi va a scuola, impara a memoria le date del Risorgimento, da grandi per fortuna non servono, legge qualche paginetta, mette insieme i dati e finalmente capisce le cose e vengono fuori gli identikit degli importanti. Dunque per me la vera storia di Garibaldi è così: come sempre la colpa è della mamma o del papa, ma nel suo caso è proprio della mamma, una generalessa devastante, che lo ha sempre spinto a dimostrare e vincere il primato del "bambino più" ed è diventata persine il modello estetico del figlio. Il Giuseppe sempre a cavallo, vincente superdinamic, ma con capello biondo lungo flou morbido, ha fatto sballare tutta la Londra perversa-aristocratic-porcona ed ha buttato il Mozzini in una frustrazione devastante con intestino spastico, per un mese, quando nei meglio salotti circolavano le bende con sangue reliquia della coscia più erotico eroica del secolo. - Marx ha somatizzato: solo tre giorni di areofagia - Cavour ha compensato: sindrome introduzione nevrotica, aumento Kg 5 in una settimana - Vittorio Emanuele ha sublimato: sfrenati rapporti sessuali con campagnole tettone, forse una malattia venerea? - Freud per fortuna aveva solo sei anni altrimenti si beccava una rimozione in più - Pannella meno male che è venuto dopo altrimenti: morte da eccesso di confluenza di sindromi - Gli altri: reazioni di ordinaria burocrazia Oggi invece il top della borsa feticista l'ha toccato lo scaldamuscoli del coscione di Nureijev. Secondo posto un brandello di pantalone sporco di pummarola di Renato Zero in concert. Buona quotazione ha ottenuto una cravatta di Craxi tolta in velocità in un momento che paga di più essere casual-easy-fascinating- political -man. Torniamo alla mamma del Giuseppe. La mamma d'eroe. Nel momento chiave si è dimostrata, si è fatta conoscere. Una "tora scatenata", il momento è un classico: il bambino di ritorno dallo sbattimento mostruoso della guerriglia sudamericana le ha portato a casa a Nizza l'Anita a rilassarsi un momentino, anzi lâha spedita per prima tipo la mucca che fa da cavia nel guado per vedere se ci sono i piranias. La situazione era di vedere se gli italiani si erano dimenticati della condanna a morte che aveva addosso lui. A volte anche gli eroi fanno i cafoncelli. "Beh, gli italiani hanno detto, uauu! siete una coppia veramente ok, vi siete sbattuti veramente un casino, ci fate sballare e ci prendete bene". La mamma invece quando si è trovata lì di fronte la bella brasiliana moracciona bestemmiatrice ubriacone (un altro limite dell'eroe: era solo intenditore di acque minerali) e tutti i bambini che aveva fatto con il suo Giuseppe, è andata fuori di testa, le è scoppiato l'antagonismo truccato da gioco di moralismo d'epoca e ha incominciato a menarla di brutto: ... il loro matrimonio non era valido ... avevano fatto una cerimonia da pagani selvaggi ... non le interessava niente delle loro fughe, fatiche e sbattimenti.... meglio era che non sopravvivessero tutti quei cuccioli, quei nipoti irregolari. Insomma tra suocera e nuora si è creato il classico: le galline in guerra per il predominio del gallo da "matar", il povero eroe Giuseppe, che per sublimare e sfuggire da tutto e da lui stesso era sempre costretto a stare a cavallo impegnato in giuste cause a favore degli oppressi in cui si identificava di brutto, condannato ai campionati ai "distruzione di tiranni", campionati cui partecipava però sempre con regolare contratto impegnativo guerriglia romantic-economic-liberation firmato da ambo le parti: "Mio Dio, un po' di regolarità, sicurezza e tranquillità almeno fuori casa! E due soldini me li farò per costruirmi la villetta a Caprera!" Il suo amico l'Alzani, un altro disperato della battaglia, ha capito tutto, l'ha anche detto: "Garibaldi è un predestinato, il destino dell'Italia è nelle sue mani". Ecco forse che se il Giuseppe faceva il colpo di nascere un secolo doponon sarebbe stato condannato a sbattersi tanto: magari la mamma si tranquillizzava subito obbligandolo a vincere lo Zecchino d'Oro o una gara di liscio infantile in Romagna, con immediata esclusiva pubblicitaria e caroselli di una nuova linea di calzature la "Baby Travolta". Da trentenne, poi, biondo e belloccione in fiumi di dopobarba selvaggi, sposato con moglie omologata simil Bo Derek, con irruenza controllata, manager ad alto livello, responsabilità, plurimilioni al mese, borsa e tangenti varie. Benché non si sa mai: sé dotato di poco senso dell'humor, come pare il Giuseppe fosse (non ha mai riso di una sua battaglia!), oggi sarebbe il tipo che "boia chi non si stressa", continuamente imbarcato non su barconi da guerra, ma su voli intercontinentali, con occhiolini neri e valigetta ventiquattrore pluriaccessoriata, giacca in pelle stile Killer, a tenere i contatti e a fare telefonate dalle cabine transit area per organizzare e vendere guerriglie sempre più stressantemente eccitanti dei pranzi public-relation con moglie Bo Derek. Io penso che la versione "occhialini killer" è la più probabile, anche perché un tipo come l'Anita, riciclata metropolitana anni 80, reggerebbe al massimo due mesi da "moglie manager" con cocktails, simpatici barbecue public relations, Maldive, Brasile, Seychelles, Kenya, abiti Valentino. No non le basterebbe, si annoierebbe come una iena e in preda all'incattivimento da demotivazione, come a Laguna ha tirato lei il primo colpo di cannone, qui lei per prima attaccherebbe con le telefonate medio oriente international-diplomatic-connection, e alè i coniugi Garibaldi ai lavori forzati sbattimento potere! Gli eroi hanno mamme e fidanzate intercambiabili, via una arriva l'altra. La povera Anita cosa non ha combinato per scappare a una famiglia di contadini pieni di paure che l'hanno subito obbligata a sposarsi con un ciabattino molto più vecchio di lei! Si è immediatamente attaccata al biondone avventuriere e i signori Garibaldi si sono trovati, due bei bambinoni compulsi, sempre in fuga, condannati ai campionati della "superfantavittoria". Prossimamente i giapponesi ci faranno su un cartone animato con qualche riciclaggio. Poi è logico che in un war-game così iper realistico e un po' tanto esistenzial-applicato, le partite perse si chiamano tragedie, però le vittorie gaudio, trionfo super super di più di più che di più non si può, tutti ti notano e sei tu che fai storia e finalmente il papa e la mamma non potranno più dirti "Bambino guarda che così non va bene". Però dopo arrivano i figli incazzati degli eroi che, o si devastano e si ubriacano, oppure dicono "che scemi, come si sono sbattuti, adesso gliela facciamo vedere noi a quei noiosi". E alè arriva il nuovo turno e via a tutto sado-maso, e "dejà vu". Che noia! Forse i prossimi campionati storici li vince chi inventa una nuova categoria.

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