I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi e a renderli il più possibile efficienti e semplici da utilizzare. Utilizzando tali servizi e navigando i nostri siti, accetti implicitamente il nostro utilizzo dei cookie. Per maggiori informazioni sui dati registrati dai cookie, si prega di consultare la nostra Cookie Policy.

Accetto

oggi voglio

login

Intervista a Max Venegoni

di Alessandra Gerli su Smemoranda 1981 - ...

D. Tanto per cominciare dacci un po' di informazioni tecniche sulla tua impresa, vale a dire quante ore è durata, che tipo di regolamentazione ti sei imposto, cosa hai mandato in onda durante la trasmissione record. R. È durata per 48 ore, cera un regolamento preciso, facevo infatti una pausa di 15 minuti ogni 4 ore, e avevo due medici che mi assistevano. Devo dire che è stata un'esperienza divertente; se poi penso che avevo finito un'influenza da poco, che quindi avevo ancora un po' di tosse, devo proprio dire che è stata un'esperienza molto divertente. Certamente uno nella vita normale può stare sveglio per due giorni di fila, ma è senza dubbio un'altra cosa, in quel caso dovevo farlo, ci dovevo stare. Per quanto riguarda la trasmissione, non ho fatto non stop music per 48 ore filate, ma ho esattamente rifatto tutti i programmi di una giornata, sobbarcandomi così di tutti i quiz, dei giochi, dei programmi sponsorizzati, e la fatica è risultata doppia. Comunque se fosse stato altrimenti mi sarei annoiato, il contatto coll'ascoltatore può darti lo sprono a continuare, se non altro hai la mente impegnata in qualche cosa. E poi io non sono un disc jokey, o perlomeno non amo definirmi tale, io mi sento un conduttore che fa cultura, informazione, non trasmetto, infatti, solo musica e basta, leggo anche i notiziari. D. A monte di questa scelta cosa sta? Cioè come hai deciso di imbarcarti in questo record? R. Mi sono rifatto a quello che è il fenomeno record a livello americano, perché è da lì che è partito. Nel '58, quando io nascevo, una donna americana è arrivata a fare 220 ore. Altre volte in Italia era stato tentato un esperimento di questo tipo, ma mai a questo livello, cioè con un regolamento, con un batage alle spalle che non è quello di dire "adesso mi siedo qui e vado avanti per 48 ore". Era un discorso pubblicitario per la radio e chiaramente, innanzitutto per me. Devo dire che ho avuto molto sonno, ma dove devo arrivare, arrivo. D. Gli ascoltatori come hanno recepito la tua impresa? L'hanno interpretata come la solita baracconata pubblicitaria stile U.S.A., o con una sorta di solidarietà, di simpatia? R. Gli ascoltatori erano più sconvolti di me, infatti si chiedevano, dopo un giorno e mezzo, come poteva essere. Ci sono state telefonate a valanghe, anche di cantanti, gente che addirittura veniva qui in radio per sapere come stessi. È' stato quasi un mezzo per sapere fino a che punto la gente ti ascolta e partecipa a quello che tu[ gli proponi. Sono capitate anche delle telefonate non troppo regolari, ma penso che stia all'abilità del conduttore, quando arrivano le telefonate sbagliate, riprendere sempre in mano la situazione. E poi credo che ci sia stata soddisfazione anche da parte di chi ascoltava da casa. Ho addirittura incontrato gente che ha dormito poco per ascoltare le mie vicende. D. Come saprai il tuo record ha avuto delle ripercussioni in settori lavorativi completamente diversi dal tuo e sicuramente più alienanti, cosa pensi di queste strane "imitazioni"? R. Mi hanno veramente colpito, perché un record a livello radiofonico è un conto, ma a livello lavorativo è strano. È come se uno lavorasse alla FIAT e costruisse macchine per tre giorni, senza fermarsi; secondo me è più distruttivo. D. Che cos'è per te l'apocalisse, la barbarie? R. Secondo me l'apocalisse è la fine di tutto. Anche il momento che stiamo vivendo oggi è un po' apocalittico, ma non del tutto: le varie barbarie, la violenza in se stessa c'è sempre stata e sempre ci sarà. Non si può nemmeno parlare di degenerazione della violenza, perché bene o male una volta la facevano con le lance e con le frecce, adesso usano le armi, la storia è più o meno uguale. Anche il mio lavoro comporta una certa esposizione, più di altri individui, a un certo tipo di violenza, in quanto, non dico che si è più in vista, ma senza dubbio più guardati. Però credo che faccia parte dei rischi quotidiani. Oggi anche il diritto al voto ha preso un aspetto di contentino, perché poi chi decide sono sempre gli stessi e il risultato è sempre uguale. Quest'anno c'è stato il caso delle molte schede annullate e tutti si stanno arrabattando per combattere questo fenomeno. Io non credo che sia un segno di rilassamento dell'elettorato, ma è il rifiuto di un certo tipo di governo, non del governo in se stesso e totalmente. D. Ma per te non è barbarie anche il fatto che delle persone abbiano tentato di fare un record in fabbrica, in officina, cercando di imitare te, la persona famosa? R. Sì, da una parte è vero, però è inquadrabile nella mentalità della gente. Io mi sono divertito, però ero seduto, ero assistito, sentivo della musica, parlavo con la gente, ed è sicuramente diverso. D'altra parte la gente è soggetta a condizionamenti di ogni tipo e alcuni farebbero veramente di tutto per fare qualcosa di cui si parli.

Advertisement