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Gino Strada

di Gino Strada su Smemoranda 2009 - Msg for you!

Il foglio – scritto a penna in inglese e in bel corsivo – e’ stato affidato all’oceano in una bottiglia, Di certo deve aver viaggiato molto, prima di insabbiarsi nella laguna di Venezia. “Caro amico futuro, spero che tu possa capire quello che a me sfugge. Sono passati piu’ di ottant’anni dal 1776: mio nonno mi aveva fatto amare la Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti: “Crediamo siano evidenti verita’ che tutti gli uomini sono creati uguali... che hanno diritti inalienabili...” Volevo anch’io quel mondo, come mio nonno. Oggi, dopo essermi battuto per anni, ho definitivamente perso il mio ricorso alla Corte Suprema degli Stati Uniti. Sono stato dichiarato “ una proprieta’ ”, una non-persona, e dovro’ essere riconsegnato, come una merce, ai vecchi proprietari di schiavi Dove sono finiti “il diritto alla Vita, alla Liberta’, alla ricerca della Felicita’ ”, dov’e’ finito lo spirito del 1776? Perche’ e’ proprio il mio Paese a negarmi questi diritti? Forse un giorno qualcuno leggera questa lettera, magari tra molti anni, magari in un mondo piu’ giusto. Buona fortuna Dred Scott St. Louis, 4th July 1857.” Ho risposto a Dred, ho infilato la lettera nella stessa bottiglia e la ho riconsegnata al mare. Forse riuscira’ a ritrovare la sua strada, forse ripercorrera’ le rotte oceaniche. “Caro Dred Mi piacerebbe scrriverti da un mondo diverso, ma non voglio raccontarti bugie. Il dramma e la umiliazione che tu hai dovuto soffrire sono ancora in mezzo a noi, sono ancora vita quitidiana per centinaia di milioni di esseri umani. Centocinquant’ anni dopo, anche Il cammino della civilta’ sembra essersi insabbiato. I diritti inalienabili per natura (o per divina volonta’, come qualcuno pensa) sono stati azzerati per legge. Anche nella Costituzione del tuo Paese al diritto ”alla felicita’” e’ stato sostituito quello “ alla proprieta’ ”. La felicita’ tua e nostra barattata con la proprieta’ loro. Di quelli che possedevano te e I tuoi genitori prima di te, e che oggi possiedono la terra e l’acqua, l’aria e il fuoco…” Abbiamo costruito – o ci siamo lasciati costruire attorno - un nuovo mondo di schiavi e di schiavisti, che si fingono liberi nell’ adorare il dio comune, il danaro, il possedere. Da quando la felicita’ e’ diventata “il possedere”, vita e liberta’ altrui hanno sempre meno valore. Anche a me piace come la pensava tuo nonno: sono convinto come lo era lui che “e’ per garantire I diritti che sono stati istituiti i Governi”. E resto ancora convinto – come vedi hai fatto appassionare anche me allo spirito del 1776 - che quando invece “un governo distrugge questi ideali, sia “un dovere del popolo di abolirlo o alterarlo”. Teniamoci in contatto caro Dred, abbiamo ancora molto di discutere e da capire”.

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