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L'unica rivoluzione

di Katia Follesa su Smemoranda 2009 - Msg for you!

Caro sms, 
trovo solo ora il coraggio di scriverti una lettera. 
Non è mia intenzione portarti via tempo, so che sei molto impegnato, che ti sei affermato professionalmente e che lavori instancabilmente giorno e notte... Be’ un po’ ti invidio, ma ti chiedo di sprecare un solo minuto del tuo tempo per ascoltare le mie parole!

Ricordo ancora la prima volta che ci siamo incontrati, era il 1993, eravamo a Londra a casa di un certo Nokia. Io me ne stavo rinchiusa dentro una specie di stanza ricoperta da pareti di gabardine e aspettavo che il mio capo mi dicesse cosa fare. Sapevo, da voci di corridoio, che l’azienda per cui lavoravo si trovava in Inghilterra per partecipare a un evento straordinario, un evento che avrebbe cambiato il mondo! Cosa sarà mai? Mi chiedevo io, ormai stanca ed esausta di stare rinchiusa in quella stanza calda che mi toglieva il respiro... cosa mai cambierà il mondo? 
Ecco che in quel momento il mio capo mi fa uscire. Inizio a prendere appunti su quanto stava accadendo. Fu proprio lì che ti incontrai.Avevi l’aria spavalda e autoritaria, come se non ti importasse nulla di chi ti stava intorno. Qualcuno ti presentò come “unica rivoluzione”, come colui che farà risparmiare tempo e fatica a tutto il mondo, colui che sarà indispensabile anche nell’ambito del lavoro! 
Bella scoperta, pensai! “Ma chi si crede di essere”, mormorai nella mia testa! Sentivo il mio stomaco eccitato ed emozionato ma forse anche un po’ 
spaventato. Sì spaventato, perché forse tu non sai, caro sms, che io vanto una carriera lavorativa che sfiora millenni, perciò, l’idea che qualcuno potesse prendere il mio posto e vanificare tutte le fatiche fatte, un po’ mi spaventava. E infatti il mio sentore non era poi così sbagliato. 
Da quel giorno una pioggia d’ombra cominciò a cadere su di me, iniziai a stare male e a perdere tutte le forze che avevo! 
Cercai di riprendermi facendo qualche lavoretto, scrivevo tesi per gli studenti, oppure traducevo testi di canzoni straniere, fino ad arrivare 
all’ultimo umile lavoro, una lista della spesa. Sono ben lontani i tempi in cui lavoravo per i grandi maestri della letteratura..... 
Se solo chiudo gli occhi per un momento sento ancora il profumo delle scrivanie, quel profumo che sa di poesia e di romanticismo, quel profumo 
che mi donava gioia e non mi stancava mai, giorno e notte. Proprio come fai tu, ma con meno fatica! 
All’epoca mi piaceva vestire con un manto bianco d’oca, mi faceva sentire una vera signora e agli occhi della gente ero importante, da ammirare! 
Quanta nostalgia! 
Ora invece vesto un po’ più alla moda e indosso sempre un cappello che mi contraddistingue!!!
Perché ti scrivo ciò caro sms, perché con te sembra essere scomparso il senso autentico della comunicazione! Io continuo a sentirmi un’inguaribile nostalgica e spero che un giorno nascerà tra noi una solida amicizia! 
Ora ti saluto, sai, forse ho trovato lavoro in una scuola elementare, lì sicuramente avranno bisogno di me! 
Con affetto 
La Penna

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