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Bill? Sono un'italian star...

di Luciana Littizzetto su Smemoranda 2009 - Msg for you!

E poi dicono la tecnologia. Qualche mese fa in Alaska un impiegato degli uffici amministrativi del governo ha pigiato un tasto sbagliato del computer e ha distrutto dati per 38 miliardi di dollari. Ripeto la cifra. 38 miliardi di dollari…Trentotto miliardi di dollari non son mica pochi. Per guadagnarli uno come Corona deve fotografare i culi di: Bush, Putin e Bin Laden, più Bill Gates che usa il Macintosh, Berlusconi che canta Bandiera rossa e Emilio Fede che al ristorante bacia Cecchi Paone mentre Sgarbi suona la chitarra vestito da Apicella. Comunque. Lui ha schiacciato cancel e ciao. E poi dicono che il computer ci semplifica la vita. Certo. Ce la semplifica perché la vita è fatta di tanti sentimenti complicati che si mescolano fra loro invece quando sei al computer ne hai uno solo, l’odio. Un sentimento quasi solido. L’odio di quando Windows comincia a sdavanare. Basta uno starnuto un po’ più forte, uno sfioramento involontario di tastiera, uno scivolamento di cracker che pigia a minchia un qualsivoglia tasto che senti: WANN!!!! e compare la scritta: Si è verificato un errore irreversibile l’applicazione verrà terminata… E se tu non hai ancora salvato il documento ciao. Sei panato. Ma perché? Ma perché mi chiedi se voglio salvare quello che ho scritto? Cosa ti devo rispondere? “No, pirla? No, che non lo voglio salvare. Ho scritto per due ore per irrobustire i muscoli delle dita perché domenica vado a fare free climbing. Ho scritto tanta tanta roba per poi buttarla nel cesso darling. Ho scritto 20 pagine così, per niente, perché sono una povera pazza felice della legge Basaglia, scrivo scrivo per poi scatafrattare tutto via. CERTO, CHE VOGLIO SALVARE! NON ME LO DEVI NEANCHE CHIEDERE, DEVI FARLO! Se mai sono io che se voglio buttare quello che ho scritto lo butto, è una forma di libero arbitrio, se no tu salva sempre, testa di cretino, gran Mogol dei balenghi, stronzo ciclopico. Ma fosse solo questo. E quando fai copia e incolla e il computer da solo ti cambia i caratteri di quello che hai scritto? Ti compare un bel Century gotic al posto del tuo solito Arial? Ah…. rabbia funesta… corazon espinado… Ma lo sai macchina delle mie grandissime cime di rapa, che oltre a cambiare il carattere tu, fai cambiare il carattere anche a me che prima ero normale e poi divento un diavolo della Tasmania? Una bella una bestia e una bestia tutto insieme. Perché mi sposti i margini, così, senza un perché? Che improvvisamente mi tocca scrivere impaginato tutto strofe come le rime di Cavalcanti? Un appello a Bill Gates. Bill? Sono un’italian star. Senti. So che sei sempre lì a inventare computer e fai bene, contento tu. Ti posso dare un’idea? Fanne uno semplice, un bel computerino semplicino per quelli rintronati come me. Con 2, 3 funzioni massimo. Non settemila. Massimo 4. Guarda. Fai un computer come la moka. Sai cos’è la Moka, mio bell Bill? È una caffettiera. Un pezzo di alluminio diviso in tre parti che fa il caffè. Non usi la Moka per vedere i film o scaricare la musica. No, la Moka fa solo caffè. Però la Moka non si spegne di colpo con un Da-dannn per dirti che ha fatto un’operazione irreversibile. E neanche ti chiede se vuoi inviare la segnalazione alla Lavazza. No, lei umile spinge semplicemente il vapore d’acqua nel caffè e ne trae una bevanda. Fai un computer così, Billino, semplice, che serva solo semplicemente per scrivere, e te ne saremo tanto tanto grati. Altrimenti non venire più in Italia. Se vieni tu, schiaccio control alt canc ed esco io.

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