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Che sbattimento

di Pali e Dispari su Smemoranda 2009 - Msg for you!

Ho bisogno di sentirti. Ho urgenza di dirti quello che devo dirti. Non “quando ci vediamo te lo dico o aspetto l’occasione giusta poi te lo dico”. Devo e devo ora.
Prendo il telefono…sempre che un palmare da 40 giga in fibra di carbonio con schermo al plasma umano da 4 pollici, tv internet wyreless mp3 e skype integrato si possa definire solo telefono. Ho il tuo numero in rubrica. Ti chiamo.? Mh.Sms. Molto meglio.
Mi accorgo dopo venti minuti e 4.870 caratteri di messaggio che nel mio fantastico palmare non ci sono più soldi… ma cosa ancor più grave ho scoperto che non sono abilitato all’invio di mms…ho una Ferrari con il motore di un tagliaerba! Sono fermo. Mi tocca usare il telefono fisso quindi parlare.
Ti mando una mail. È perfetto. Tu controlli la posta elettronica 20 volte al giorno.
Com’era il tuo indirizzo?
Un leggero giramento di palle mi muove lievemente i capelli dietro le orecchie. Calma. Lo trovo nei contatti. Molto bene. Ti scrivo una breve ma appassionata mail. Necessaria.
Errore di rete. Impossibile inviare. Pagina scaduta. Come lo yogurt? Che cazzo vuol dire? Ho una connessione così veloce che potrei usare il pc per andare indietro nel tempo ma non riesco a inviare una mail? Bene…
Una piccola bestemmia fa capolino tra i denti ma io non mollo, serro il morso e vado avanti. Rivaluto il telefono fisso. Rivaluto parlare.
Mi faccio coraggio. Chiedo al cervello di mandare neuroni motori nella zona del cuore con un messaggio chiaro… calma e gesso.
Siamo spiacenti di informarla che il suo cervello non è al momento raggiungibile si prega di riprovare più tardi.
Poteva andare peggio. Tipo il cervello da lei selezionato è inesistente. 
No non riesco a dirtelo a voce. Ma devo. Potrei chiedere al mio vicino di casa che alleva piccioni viaggiatori di prestarmene uno. Sarebbe un colpo a effetto. Ma tu odi i piccioni. Ora sì che sono fermo. Il giramento di palle è passato da brezza primaverile a tempesta tropicale. Inizio a dare segni di squilibrio.
Ho paura che non riuscirò a dirti quello che devo dirti. Non ho più idee ho finito i mezzi di comunicazione.
Guardo sotto il naso. Ho la Smemo. Sono un genio. Comincio subito… Genna’ no, gennaio no, allora vedia’… febbra’, marz-apri’… giugno! 
Eccolo: 3 giugno, ti scrivo sul giorno del tuo compleanno.
Avrei potuto inviarti una mail, ma non c’era rete, oppure un semplice sms ma, come al solito, ho finito il credito. Avevo pensato a un mms ma non potevo, allora sono uscito per comprarli ed erano finiti.
“Mi spiace, niente mms”
“Va bene allora mi dia un pacchetto di MS…” mi è venuta voglia di fumare, sarà l’ansia del doverti scrivere.
Dicevamo…
“Caro amore mio”… see… manca il sangue e la telenovela è fatta.
“Anzitutto”… noo, troppo aggressivo.
Ce l’ho… “Che ne dici!”
E poi? Dopo “che ne dici” che scrivo? Ah sì…
Che ne dici se lasciamo perdere sms, mms, mail palmari e altre cose del genere?
Pensavo di venire sotto casa tua e citofonarti. Sì lo so, tu mi risponderai che non te lo aspettavi che sei impresentabile. Io ti dirò che ho attraversato la città al freddo (a giugno fa freddo? È la prima cazzata che mi passava per la testa) solo per poterti vedere, tu allora mi dirai di aspettare e io aspetterò. Ti metterai la prima cosa che ti capita tra le mani (dopo averla scelta in 10 secondi tra 365 abiti che hai sradicato dall’armadio e gettato sul letto) e scenderai.
Io saro lì.
Ci saluteremo e dopo un paio di “scegli tu” decideremo per un bicchiere di vino in un posticino tranquillo che conosco.
Poi…
Noo! È finita la pagina del 3 giugno. Ora? 
Io so esattamente come finirà tra noi ma tu non lo puoi leggere e non saprai mai cosa penso. Dovrai usare la fantasia se ce l’hai.
Poi…
Poi dopo un paio di bicchieri usciremo da lì, ubriachi. Cammineremo a stento, andremo a sbattere uno contro l’altro, rideremo per tutto e sgretoleremo le barriere inibitorie. Sotto il portone io avrò gia sfiorato un tuo fianco tu avrai gia sentito l’odore di vino molto intenso che esce dalla mia bocca e allora ti dirò: 
“Chiedi a Queneau.”
Cosa resta
Dei fiori blu
Nella sua testa.
Chiedi a Queneau
Se va in metro
Gira di qui 
Come Zazie
Queneau di qui
Queneau di lì
È una questione di stile
Non certo di pile.
Metti giudizio
Fai esercizio
Queneau di qui
Queneau di lì
… chichirichì…”
Silenzio. 
Tu mi guarderai 
Io ti guarderò
Nessuno guarderà perché alle 3 del mattino non c’è in giro nessuno.
Ci baceremo, limoneremo duro.
E poi… FANTASIA RAGAZZI, USATE LA FANTASIA

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