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M'ama non mama

di Serena Sinigaglia su Smemoranda 2009 - Msg for you!

Lei… era seduta sul letto. Al buio. I suoi occhi fissavano lo schermo del portatile. M’ama, non m’ama, m’ama, non m’ama… Se chiama, m’ama, se non chiama, non m’ama. All’improvviso lo schermo prese a lampeggiare. Anche il suo cuore, se il suo cuore fosse stato uno schermo! È lui!!! Sabri91 sta chiamando Rispondi Rifiuta Chat No, non è lui. È la... “Sabri! Ciao” “Ciao Giò. Che ci fai ancora in piedi?” “Aspetto la chiamata di Alessio” “Ancora? Ma non ti aveva mollata?” “Sì, però poi mi ha detto che si è sbagliato, che…” “E tu gli credi?” “Boh, forse sì, forse no…stasera usciva con la sua ex…” “È uno stronzo, dovresti lasciarlo perdere!” “Ma qui non ho nient’altro da fare. Mio padre esce all’alba e torna alla sera. Il paese conta al massimo una trentina di abitanti che parlano solo austriaco. Sono fuori dal mon…” “Scusa ma devo lasciarti! Si è connesso un tizio che mi acchiappa troppo!” “Attenzione, però, che non finisca come l’ultima volta!” “Sì mammina… Ciao” Forse aveva ragione la Sabri. Forse Alessio era solo uno stronzo... Sua nonna le raccontava spesso che quando la situazione si faceva troppo incerta, affidava al destino la risposta giusta. Coglieva una margherita e cominciava a strappare un petalo dopo l’altro. “ M’ama” – via un petalo – “ Non m’ama” – via un altro petalo e così fino a quando non rimaneva che un solo petalo, quello che avrebbe sancito la verità… M’ama, non m’ama… Quando il primo barlume di alba si fece spazio nella stanza… Se chiama, m’ama… Giovanna si era addormentata accanto allo schermo… Se non chiama… buio… allora non m’ama. Lui… ce l’aveva fatta: dopo undici ore di autostop era riuscito ad arrivare in quel cazzo di paesino austriaco, ai confini del mondo! All’alba. Gli piaceva viaggiare in autostop, ma di notte, col freddo, sulle autostrade austriache era stato un incubo. Comunque adesso era lì! A un passo da lei. Digitò l’indirizzo di casa sul navigatore del cellulare e attese il collegamento. Sul quadrante comparvero una serie di vie ma nessuna era quella che cercava. Digitò di nuovo. Ma niente. Cazzo! E adesso? Ok. Calma. La chiamo… Il cliente da lei chiamato potrebbe essere spento o non raggiungibile. Si prega di riprovare più tardi. Oh no! Che faccio? Aspetta, di sicuro lei è connessa a Skype! Ma figurati se in sto’ paesino inculato c’è un internet point! Devo cercare un posto più grande! Qui però prima che passi qualcuno… Che palle! Si sedette sconsolato sul marciapiede. Perché le ho detto che uscivo con la mia ex?! A quest’ora starà pensando che ci sono andato a letto! Avrebbe pianto volentieri, se non fosse che era un uomo e gli uomini non piangono. Allora optò per una sigaretta. Appena accesa spuntò una macchina da ricchi. E i ricchi non caricano gli autost... Oh cazzo! Da non crederci! “Hallo! Ehm, I need… a passage… to the nearest internet point… please” Sono messo veramente male con l’inglese! “Where are you from?” Beh, fin qui ci arrivo… “Italy, Miland” Mi tiri su o no?! “Anch’io sono italiano! Come mai qua?” Figo! Un italiano! “È per un’amica, è in vacanza dal padre, ma il mio satel…” “Come si chiama questa ragazza?” Ma chi è ’sto qui?! “Giovanna Sarti” Uno sbirro?! “Giovanna Sarti?! Ma è mia figlia!” Oh Dio! Sììì!!!! Che culo! Quando il padre aprì la porta della stanza, Giovanna dormiva. “Amore, svegliati, c’è una sorpresa! Guarda chi è venuto a trovarti…” Lei aprì gli occhi e se lo vide davanti. Mia nonna ha ragione - pensò Giovanna - è solo una questione di… destino. “Beh, ragazzi, vi lascio, al cantiere mi aspettano da un po’… ci si vede questa sera!” Fanculo la tecnologia! - pensò Alessio.

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