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Pino dei Palazzi e la notte di Halloween

di Kalabrugovic su Smemoranda 2014 - By Night

La notte di Halloween dei Palazzi è bellissima. Non ci sono le zucche e allora intagliamo bocca e occhi ai cassonetti e diamo fuoco a quelli. A casa mia c'era la vera festa! Morris era vestito da scheletro, solo che, pesando 120 kg, era uno scheletro dilatato, tipo sedici noni. Vito era vestito da Dracula, ma non aveva trovato i canini giusti e aveva messo la dentiera di sua nonna appena deceduta. Poi, sarà la magia della serata o forse lo spirito della nonna imprigionato nella dentiera, Vito ha passato buona parte della sera a limonare con il nonno novantaduenne della portinaia, notoriamente ex amante di sua nonna. È la più bella festa dei Palazzi!

Il mio appartamento pieno di musica, fumi, teschi e pipistrelli, quando all'improvviso mi suonano alla porta... e indovina chi era? Morgan! Entra e mi fa: «Belle le atmosfere della transavanguardia, le ragnatele emozionali... il suono del nulla... voglio trasferire XFactor qui». E inizia a limonare con il nonno pure lui.
E io: «Morgan, scusa se vi interrompo. Prima di tutto, in confronto al nonno, era più figa Asia Argento. E poi, io e i miei amici dove andiamo ad abitare?».
E lui, smettendo di centrifugare il nonno: «Queste sono le chiavi di casa mia». E mi sbatte fuori di casa.
«Mizzega, oh! Vito, Morris... andiamo a casa di Morgan!» Una casa enorme! Aveva un aspetto sinistro. Poi, girato il palazzo, aveva anche un aspetto destro... Ci apre la porta una tipa vestita come la cameriera del Rocky Horror che mi fa, con voce mascolina e accento sudamericano: «Tu devi essere Pino, immagino...»
«Sì, e loro sono Vito e Morris.»
Morris fa il brillante con la tipa e le fa: «Oh, bella cameriera, hai già finito il turno, per oggi?».
E lei: «No no, sto lavorando!». Entriamo in soggiorno, pieno di quadri antichi. Nel centro della sala, un tavolo chirurgico!
E Vito: «Oh, Pino, ma lì ci fanno le operazioni?».
E io: «Non lo so, io in matematica avevo quattro». Allora lo chiedo alla cameriera: «Ma qui fanno le operazioni?». E lei: «Io ero già operata». «Bello...» «Ma qui Morgan sfoga il suo vero istintoto... il chirurgo estetico! Prende i cantanti vecchi, li taglia, li plastica, li tira e li ringiovanisce per metterli a X Factor a fare i concorrenti!» «Ragazzi» dico agli altri, «è una trappola, qui ci mettono a cantare, scappiamo!» Ma Morris sta già limonando con la cameriera...
All'improvviso si sente un rumore di porta e dietro di noi ci sono Morgan e Arisa che ci bloccano la strada. Io guardo Morgan e urlo: «Morgan, abbiamo scoperto il tuo piano! Tu sei come Frankenstein».
E lui: «Bene! Ora non sfuggirete mai più».
Io dico ad Arisa: «Arisa, almeno tu che sei buona, facci andare!».
E Morgan, ridendo sguaiatamente: «Ah ah ah ah ah! Lei non è Arisa... le ho fatto la plastica, in realtà lei è...» e, mentre parla, le strappa la pelle della faccia tirando le orecchie «... Mara Majonchi!»
E Arisa, con la faccia della Majonchi, mi fa: «Bella l'idea della Transilvania, bello l'amico che limona con Maradona, ma se vuoi uscire vivo, per me è no!».
E si avventano su di me! Quando una musica celestiale mi ha riportato alla realtà... La musica è Calabrisella mia, la suoneria di Morris! Un incubo! Mi ero addormentato sul tappeto di casa e mi ero sognato tutto! Meno male... Chissà che IMU avrei pagato, per quella casa lì!

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