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Faticosissimo

di Antonio Albanese su Smemoranda 2014 - By Night

Quando, per un motivo o più motivi, ti capita (con il sonno) di sostituire la notte con il giorno, immediatamente ti scatta una leggera ansia (se non sei un metronotte, un medico o non decidi di prostituirti...) ti senti strano, perché sai che mediamente in quel periodo esatto sei l'unico del tuo gruppo che riposa all'incontrario, il giorno e non la notte, sai anche se non vuoi diventare un gufo che non può durare a lungo, ma scopri una sorpresa in quelle poche notti, di sentirti meno solo, di essere un protagonista del tuo quartiere e di poter riflettere senza mille distrazioni inutili (se non masturbi il telecomando).

In quelle notti fai pensieri apparentemente strani, pensieri quasi sempre diversi da quelli che fai di giorno.
Pensi anche, per non perdere gli amici, che non deve durare a lungo, pensi ai tuoi vicini di casa e alle loro mille fantasie, ai tuoi genitori, fratelli e sorelle, pensi anche di perdere il senso della realtà... la realtà... E allora ti chiedi con entusiasmo, e se fosse un modo sereno e innocuo per non vivere nella realtà, non deve durare a lungo, bastano poche notti e in quelle notti ti accorgi che la gente è diversa e varia non è solo tendenzialmente depressa o diffidente ma è anche felice e triste, cattiva e buona, ricca e povera, bella e brutta. Di giorno il ritmo è quasi standard, siamo tanti e quasi tutti uguali.

Di notte pochi e quasi tutti diversi.

Sono uscito diverse volte in notturna con un amico faticosissimo, "Faticosissimo" era anche il suo soprannome, lui ha sempre dormito di giorno e quando verso l'alba mi capitava stremato di dirgli che s'era fatto tardi e che volevo rientrare a casa, lui piangeva dicendomi di avergli rovinato la serata.

Molti lo chiamavano anche "il poeta", altri "scintilla", con lui potevi parlare di tutto, ma il suo tutto ti sembrava alterato e irreale e rimanevi sempre affascinato, non l'ho mai - dico mai - visto depresso. Non aveva la televisione, non gli serviva anche perché diceva sempre: "Di giorno dormo e di notte ci sono sempre mille cose da fare e mille persone che puoi fermare e ascoltare".

Sosteneva che la notte è il momento più colorato della giornata. Potevi o non potevi essere d'accordo con lui sulla notte, ma su una cosa aveva perfettamente ragione: di notte nessuno ti dice cosa devi fare e dove devi andare, mai!

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