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Il profumo della notte!

di Davide Oldani su Smemoranda 2014 - By Night

'La notte è più bello, si vive meglio' canta Jovanotti 'per chi fino alle cinque non conosce sbadiglio'. E continua dicendo che la città riprende fiato e sembra dormire, e che le ragazze invece sembrano tutte belle. La notte. Io me le ricordo le mie notti da ragazzo, più che perdermi nell'ozio e nel divertimento, 'me le perdevo' proprio. Non perché le buttassi via, sia chiaro, me le perdevo in quel senso lì, quello del trascinarsi fino all'alba in discoteca o 'a parlare in una macchina davanti a un portone... e alle quattro e mezzo far colazione con i cornetti caldi...' Ma sono stato anch'io uno di "quelli della notte", perché me le vivevo tutte, e pienamente, anche: dall'una alle sette del mattino a fare il pane, in una panetteria di Parigi.

Notti che erano una via di mezzo, come mi piace definirle, fra il puro divertimento e la sola fatica. Lavoravo, sì, eppure mi piaceva quella fatica al profumo di pane. Pain de campagne aux lardon et aux oignons. Profumi che nel ricordo si uniscono ai gesti che facevo, ripetuti eppure ogni volta nuovi.

'La notte mi ha adottato e mi ha dato un lavoro' dice a fine canzone Jovanotti, e anche a me, la mia, ha dato molto. Mi ha regalato il profumo del pane, mi ha insegnato la ricetta di quello a fermentazione naturale e mi ha trasmesso forza, costanza e disciplina: cardini robusti per il mestiere (e la vita!) di cuoco, che da allora non ho mai smesso di fare.

E ancora oggi, se penso alla notte, sento quel profumo: risultato dell'età che avevo e di quello che facevo, pieno di pane e cipolla, denso di lavoro e di sogni. E, quando quel profumo ritorna nel naso e nel cuore, so che qualcosa di buono, di autenticamente buono c'è nell'aria. Perché significa che adesso, come allora, le cose non sembrano belle, ma lo sono davvero. È per questo che, anche se erano una via di mezzo, anch'io voglio bene a quelle notti.

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