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La notte dei tempi

di Paolo Cevoli su Smemoranda 2014 - By Night

Nella notte dei tempi la gente non avevano tanti diversivi. I cavernicoli sgobbavano tutto il giorno. Gli uomini cacciando dei mammuth (da fare un po' alla griglia, un po' da insaccare perché finire un mammuth in giornata è fatica anche se lo mangi senza pane accompagnandolo con due foglioline di insalata) e le donne partorendo qualche figlio. Finita la giornata lavorativa i nostri progenitori si ritrovavano. Vuoi nella caverna di uno, vuoi nella caverna di un altro. Gli argomenti di conversazione erano pochi poiché ancora non parlavano. Al massimo emettevano dei fonemi: gu, mu, hu. I più intelligenti azzardavano la doppia sillaba: gu-gu, mu-mu, huhu.

Gli intellettuali le mescolavano: mu-gu,hu-gu. Le serate nelle caverne scorrevano via noiose e ripetitive, finché una sera accadde qualcosa di nuovo. Una scintilla. Una coppia di cavernicoli ebbe un piccolo alterco e la donna tenne il muso per ore fin quando il marito azzardò: "Cosa ho detto di male, cara? Non articolo il linguaggio! Dico solo gu-gu, ga- ga..."

"Sì, lo so - rispose la moglie sempre un po' col culo dritto - hai detto gugu, ga-ga ma l'hai detto con un tono un po' così..." Le donne avevano già il virus della stronzeria insito fin dalla notte dei tempi. Il marito, indispettito, estrasse la clava da passeggio e diede due pacche sulla schiena alla moglie. Lei rispose con un gran schiaffone. Nessuno voleva cedere e così continuarono alternandosi ritmicamente. Tum tum ciak. Tum tum ciak. Gli altri cavernicoli rimasero impressionati. Bis, bis! Era il primo concerto dal vivo. Grande successo. Il duo venne chiamato in altre caverne. La prima tournée. Qualcuno disegnò dei bufali imbizzarriti su una parete e così nacquero i video musicali. Il resto della musica è storia: Mozart, Lucio Battisti, X Factor, San Remo.

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