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Vodka alla fragola

di Silvia Dai Pra' su Smemoranda 2014 - By Night

Tamanti appoggia l'orecchio alla porta della stanza 118.
Bisbigli.
"Li senti?" mi chiede.
Sì che li sento. Ma faccio cenno di no. È l'una e venti. Voglio andare a dormire.
Altri bisbigli.
"Dobbiamo entrare!"
"Dobbiamo proprio?"
Mi fissa, come se fossi una recluta che propone al suo comandante una fuga indecorosa.
Del resto, siamo partiti per la guerramissione: tornare dalla gita senza incendi, coma etilici, arresti, gravidanze indesiderate. Prende un respiro profondo.
"Professori! Aprite!"
Nella stanza: passi, fruscii, bisbigli più concitati. La porta si apre: Tamanti estrae una pila portatile dalla tasca e la punta contro i ragazzi, anche se le luci sono accese.
"Allora? Cosa succede qua?" grida.
"Niente, pressò!" grida Roberto, proteggendosi gli occhi dal fascio di luce.
"Eh, niente! Cosa facevate? Eh?!"
Roberto si fissa le punte delle Nike. La luce della pila esplora la stanza, le facce dei ragazzi, la tappezzeria giallina.
"Vedevamo se c'era uno spirito..."
"Stavano solo facendo una seduta spiritica" dico io.
"Sì, solo una seduta spiritica!" dice Roberto.
"E la roba da bere dov'è? Non mi fregate, fatemi sentire l'alito!"
"Ma pressò..."
"Ah, ah! Vieni a sentire!"
Lo riconosco senza neanche avvicinarmi troppo: il dolce, colloso, nauseante aroma della vodka alla fragola, il sapore di tutte le mie gite.
"Dov'è? Avanti! Consegnate tutto!"
Roberto indica la porta del bagno e Tamanti avanza a testa bassa: riemerge
sollevando la bottiglia, orgoglioso.
"E adesso a letto e tutte le luci spente!"
Torniamo in corridoio.
"Adesso possiamo andare a dormire?"
"Che, sei matta? Questi sfasciano tutto!
Sono bestie! Ma non ci sei mai andata in gita?"
"Sì. Da studentessa."
"E la bevevi la vodka alla fragola?"
"Ovviamente."
Un neon tentenna sopra le nostre teste. La notte è ancora lunga. Gli prendo la bottiglia dalle mani e bevo un sorso. "Dio, che schifo la vodka alla fragola."
"Dai, fammela assaggiare".

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