I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi e a renderli il più possibile efficienti e semplici da utilizzare. Utilizzando tali servizi e navigando i nostri siti, accetti implicitamente il nostro utilizzo dei cookie. Per maggiori informazioni sui dati registrati dai cookie, si prega di consultare la nostra Cookie Policy.

Accetto

oggi voglio

login

Because the night

di Alessandro Robecchi su Smemoranda 2014 - By Night

Non c'è verso di tenerla qui. Impossibile.
Dice: "Tranquillo che torno".
Torna sì, ogni sera, piano piano, quasi da non sentirsi, anche se si vede eccome.
Dice: "Eccomi qui".
E io dico: "Ehi, è vero. Di già! Meno male!".
E poi, però, niente, se ne va di nuovo. Così comincio a coprirla di cose, come
per agghindarla, come un albero di Natale, come per riempirla di tutto quello che ho, di tutto quello che so. Canzoni, quelle buone che saprete anche voi, e
anche film, e pensieri, persino parole, se capita. E quando c'è lei, vi assicuro, certe parole suonano in un modo nuovo. Anche i pensieri, certo. A volte è fredda, gelata addirittura, pare ostile, ma non è mai colpa sua. Ma quando se ne sta mite tutta intorno, dentro e fuori dalle finestre, allora sì che mi fa impazzire. Dico sul serio. Non c'è nessuno intorno, e lei fa in modo che sia tutto più intimo. Poi se ne va. Sempre. Le ho provate tutte, non credete. A chiudere porte e finestre, a sbarrare ogni fessura. A inventarmene una ogni volta, un gioco, una filastrocca nuova, una compagnia diversa, vino buono, cibo, letto morbido, luci giuste, altri modi di fare il cretino e di farla sentire importante. Lei se ne sta lì a suo agio, tranquilla, convinta che se ne andrà comunque. E infatti se ne va.
"Non è naturale che io stia qui ventiquattr'ore" dice, "non lo faccio con nessuno
al mondo."
E poi ride e dice anche: "Ma che diamine, qualche ora senza di me potrai stare, no?"
"Dove vai?"
"Ma che ne so, in America, vado. Vado sull'Alaska, mi faccio un giro giù in Australia, certo!"
Insomma, giuro: non ci sono mai riuscito. Io so che torna e so che se ne va. Ma di tenere qui la notte, qui, per sempre, per riempirla di cose mie, per vederci più chiaro al buio, per fare tutti i conti che vanno fatti, per sorridere di quell'illusione ottica che è il giorno, no. Mai riuscito. Appena fa mattina, se ne va. Capita anche a voi, suppongo. Come fate?

Advertisement