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La notte è fatta per quelli che la sanno vivere

di Enrico Bertolino su Smemoranda 2014 - By Night

Quando ho ricevuto la richiesta da Smemo per il classico contributo 2014, da bravo milanese, la prima cosa che mi sono chiesto è stata: quando lo scrivo? Eh sì, perché qui a Milano, anche quando uno non ha impegni, se li deve inventare per poter dire a se stesso: «Mi spiace, ma non ho tempo». Il nostro atavico senso di colpa, direi lombardo-veneto, ci fa sentire inutili e a disagio se non abbiamo sempre qualcosa da fare.

E così, il milanese si sfianca tutto il giorno affannandosi alla ricerca di occupazioni, meglio se futili e senza senso, tipo andare a spostare la macchina quando stava benissimo dov'era, oppure dipingere il box all'interno, manco dovesse riceverci i parenti a Natale. Poi, arriva la notte e, indaffarato com'è, spesso non se ne accorge neanche.

E così, mentre a Roma o a Palermo apparecchiano per la cena, noi a Milano, in genere, siamo quasi pronti per andare a dormire, o stiamo già dormendo con il telecomando in mano sul divano, che ormai sembra un sarcofago con le nostre forme (i più esperti riescono ad addormentarsi anche sulla sedia in cucina fissando il frigorifero). Ma quando il buio si fa scuro, è allora che i duri (di sonno) cominciano a giocare, sì perché la notte è fatta per quelli che la sanno vivere, quelli che sanno sognare da svegli e gli altri a nanna presto.

Io non vado mai a letto prima delle due, perché il silenzio innaturale del condominio, il cellulare finalmente muto e il tic-tac dell'orologio appeso in cucina sono sensazioni da pelle d'oca, che vanno assaporate da soli. Per chi studia, la notte è fondamentale, perché si scrive bene e si legge ancora meglio e i libri aperti ti parlano lentamente, mentre di giorno si fanno leggere controvoglia come i giornali dal parrucchiere. Forse è stato il vizio del cabaret che mi ha tenuto sveglio per notti intere, anche dopo lo spettacolo, tra cene pesanti all'una di notte con i draghi della carbonara bianca o del settimo mirto, che poi ti vengono a trovare nel sonno, e con l'adrenalina, che ti fa parlare con loro del più e del meno. Fatto sta che nella mia Milano by night, per fortuna, la notte non porta quasi mai consiglio, anche perché è gratis e qui tutto ha un prezzo. Crea, invece, molti dubbi e porta con sé i pensieri, che sono l'unico carburante dei sogni, il nettare dei desideri e la culla delle speranze.

Solo se sei pieno di pensieri e di dubbi in una notte insonne di luglio, camminando lungo i Navigli, puoi sentire l'odore del mare e berti una birra con una sirena, mentre se avessi seguito i consigli, forse non saresti nemmeno uscito di casa restando sul letto a fare da bersaglio alle zanzare. Bene, anche stanotte, scrivendo cazzate si sono fatte le tre e, grazie alla Smemo, anche domani potrò affrontare la giornata nel migliore dei modi... ovvero da rincoglionito cosciente e consapevole. Evviva la notte che è pura gioia e, come diceva Er Califfo Califano, tutto il resto è noia.

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