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Mi è sempre piaciuta di più la notte

di Federico Russo su Smemoranda 2014 - By Night

È il 1984, Arturo ha tre anni. È sera e in tv c'è il suo regalo di compleanno: un enorme pupazzo nero con le sembianze di un corvo. Si chiama Rockfeller, è famoso, tanto che ne hanno fatto un giocattolo identico all'originale che gli è stato regalato pochi giorni fa per il suo compleanno. Grazie a un ventriloquo, sta parlando a Pippo Baudo con voce gutturale come se stesse contenendo un ruttino, un incrocio fra Topo Gigio e Shaggy. A vederlo in tv non fa paura, col suo elegante frac e l'enorme becco giallo, e poi di fianco ad Arturo ci sono i suoi genitori, la luce del salotto è accesa, cosa mai potrebbe succedere? Ma Arturo sa che tra poco incontrerà il corvo in camera sua, come ogni notte, perché è il suo regalo e se ne sta appeso di fronte al letto come un accappatoio. Gli occhi sono bianche palle da ping pong con un cuore nero al centro, due fari che sembrano guardarti fisso come fanno alcuni quadri: ovunque ti sposti, il loro sguardo è sempre puntato su di te e questo, di notte, a un bambino di tre anni fa paura.

È ora di andare a letto, la mamma lo bacia e accosta la porta. I suoi passi si allontanano, Arturo è di nuovo solo. Per un po' resiste, perché le luci del salotto passano dagli spifferi della porta e lo tranquillizzano, e così il volume del televisore che è rimasto allo stesso livello. Ma quando tutto si spegne e sente ciabattare i suoi genitori verso la camera da letto, la notte scende scura e definitiva e sembra non esserci più speranza. Nella penombra Rockfeller lo osserva. Arturo chiude gli occhi, serrati al punto che gli fanno male le palpebre. Vorrebbe riaprirli e non trovarlo più, ma il corvo col frac è ancora lì.

È il 2013, Arturo ha 32 anni. È notte e si è svegliato di soprassalto. Gli succede spesso per paura di non aver sentito la sveglia. È assonnato e rincoglionito, si guarda intorno per capire dov'è. Buio. La luce del cortile filtra debole dalla finestra e si staglia sulla parete rendendola blu. Proiettata su di essa una figura più scura, l'enorme ombra del corvo Rockfeller, il primo regalo ricevuto che ricordi. Incrocia lo sguardo del pupazzo, le due palline da ping pong lo vegliano. Ok, è il suo monolocale, è nel suo letto e la sveglia deve ancora suonare, tutto a posto. Arturo affonda la testa nel cuscino e riattacca a dormire.

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