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Visioni stellari

di Marina Terragni su Smemoranda 2014 - By Night

"Vieni giù! Fammi vedere!"
Cosimo tira la treccia della sorella: due teste nel lucernario non ci stanno. "Tocca a me! La scala ora tienila tu!"
"Taci!" lo zittisce lei. "Vuoi farti scoprire?"
Scende cauta dalla scaletta scricchiolante.
"Avanti, sali, stupido!" La testina di Cosimo si infila tra le tegole, sotto le stelle tremolanti.
"Ma dov'è?" domanda.
"Lì a destra" fa lei. "Dov'è il platano."
Eccola! Una specie di grossa stella pallida, colore del latte. Tipo la luna, ma ancora più grande, e schiacciata come una patata, si dondola quieta come una bambina buona in altalena.
"Oh mammina!" sussurra Cosimo, eccitato. "Oh babbino! Ma che accidenti... Ma come caspita..."
Ha l'aria di una notte come tutte le altre, per il resto. Il cielo pulito di fine maggio, un gracidio pigro.
"Ehi!" Cosimo chiama la cosa a bassa voce. "Senti! Che dici?" domanda alla
sorella "secondo te ci può ascoltare?"
La cosa sta pulsando dolcemente, come un grande cuore bianco e tranquillo.
"So solo che la si vede soltanto di qui" risponde la sorella.
"Da questo finestrino in soffitta." Niente dalla cameretta. Niente dalla portafinestra della cucina, con tutte le sue cose addormentate. Nemmeno se esci e vai a guardare da sotto il platano.
"Senti, tu! Cosa!" non si arrende il ragazzo
"Non è che sei caduta? Sei rimasta impigliata?"
Come una balena celeste, spiaggiata tra i rami degli alberi. Un cane sta abbaiando, più lontano delle stelle. È quasi estate, l'aria fresca e
felice freme già di attese. Cosimo salta giù dalla scaletta, le pianelle polverose vibrano sotto il suo peso.
"E allora" interroga la sorella. "Che si fa? Lo diciamo a qualcuno o si tiene per
noi?"
"Zitti, per ora" risponde la ragazza.
"Metti che dei grandi abbia paura. Che per caso le serva qualcosa..."
Risale rapida sulla scaletta, infila la testa nel finestrino.
"È ancora lì... Addio amica, noi si torna a letto!"
"Arrivederci, amica nostra!" dice Cosimo, scattando sull'attenti. Si richiudono piano la porta alle spalle, rabbrividendo al cigolio. Sta rischiarando a Est, già sfumato d'arancio.

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